Ecci alcuni, che non altramenti che transito di cibo e aumentatori di sterco e riempitori di destri [latrine] chiamarsi debbono; perchè per loro non altro nel mondo, o pure alcuna virtù in opera si mette, perchè di loro altro che pieni destri non resta.

XXI. — I DUE CAMPI DELLA CONOSCENZA.

La cognizion del tempo preterito e del sito della terra è ornamento e cibo delle menti umane.

XXII. — IL SUPREMO BENE È IL SAPERE.[124]

Cornelio Celso: «Il sommo bene è la sapienza, il sommo male è ’l dolore del corpo: imperò che, essendo noi composti di due cose, cioè d’anima e di corpo, delle quali la prima è migliore, la peggiore è il corpo. La sapienza è della miglior parte, il sommo male è della peggior parte e pessima. Ottima cosa è nell’animo la sapienza, così è pessima cosa nel corpo il dolore. Adunque, sì come il sommo male è ’l corporal doloro, così la sapienza è dell’anima il sommo bene, cioè dell’uom saggio, e niuna altra cosa è da a questa comparare.»

XXIII. — VALORE DEL SAPERE NELLA VITA.

Acquista cosa nella tua gioventù, che ristori il danno della tua vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento.

XXIV. — GLORIFICAZIONE DELLA SCIENZA.

.... Manca la fama del ricco ’nsieme co’ la sua vita, resta la fama del tesoro e non del tesaurizzante: e molto maggior gloria è quella della virtù de’ mortali, che quella delli loro tesori.

Quanti imperatori e quanti principi sono passati, che non ne resta alcuna memoria! e solo cercarono li stati e ricchezze, per lassare fama di loro.