Quanti furon quelli, che vissono in povertà di denari, per arricchire di virtù! e tanto è più riuscito tal desiderio al virtuoso, ch’al ricco, quanto la virtù eccede la ricchezza.
Non vedi tu, ch’il tesoro per sè non lauda il suo cumulatore, dopo la sua vita, come fa la scienza? la quale sempre è testimonia e tromba del suo creatore, perchè ella è figliola di chi la genera, e non figliastra, come la pecunia.
XXV. — COME PER TUTTI ’VIAGGI SI PO’ IMPARARE.
Questa benigna natura ne provvede in modo, che per tutto il mondo tu trovi dove imitare.
XXVI. — L’INERZIA GUASTA LA SOTTILITÀ DELL’INGEGNO.
Siccome il ferro s’arrugginisce sanza esercizio, e l’acqua si putrefà, e nel freddo s’agghiaccia; così l’ingegno, sanza esercizio, si guasta.
XXVII. — LO STUDIO SENZA VOGLIA NON DÀ ALCUN FRUTTO.
Siccome mangiare sanza voglia si converte in fastidioso notrimento, così lo studio sanza desiderio guasta la memoria, col non ritenere cosa, ch’ella pigli.
XXVIII. — SUL MEDESIMO SOGGETTO.
Siccome il mangiare sanza voglia fia dannoso alla salute, così lo studio sanza desiderio guasta la memoria, e non ritien cosa, ch’ella pigli.