XXXVI. — CONTRO IL PRINCIPIO DI AUTORITÀ NELLA SCIENZA.
Molti mi crederanno ragionevolmente potere riprendere, allegando le mie prove esser contro all’autorità d’alquanti omini di gran reverenza, presso de’ loro inesperti judizî: non considerando le mie cose essere nate sotto la semplice e mera sperienza, la quale è maestra vera.
XXXVII. — IL SEGUACE DELLA NATURA E IL SEGUACE DELLA AUTORITÀ DEGLI SCRITTORI.
Se bene, come loro, non sapessi allegaro gli autori, molto maggiore e più degna cosa a legger è, allegando la sperienza, maestra ai loro maestri. Costoro vanno sgonfiati e pomposi, vestiti e ornati, non delle loro, ma delle altrui fatiche, e le mie a me medesimo non concedono; e se me inventore disprezzeranno, quanto maggiormente loro, non inventori, ma trombetti e recitatori delle altrui opere, potranno essere biasimati.
XXXVIII. — SUPERIORITÀ DEGLI SCOPRITORI DEL VERO SUI COMMENTATORI DELLE OPERE ALTRUI.
È da essere giudicati, e non altrimenti stimati li omini inventori e ’nterpreti tra la natura e gli uomini, a comparazione de’ recitatori e trombetti delle altrui opere, quant’è dall’obbietto fori dello specchio alla similitudine d’esso obbietto apparente nello specchio, che l’uno per sè è qualche cosa, e l’altro è niente. Gente poco obbligate alla natura, perchè sono sol d’accidental [della parte caduca dell’uomo, la figura esteriore] vestiti, e sanza il quale potrei accompagnarli in fra li armenti delle bestie!
XXXIX. — CONTRO GLI UMANISTI.
So bene che per non essere io letterato, che alcuno prosuntuoso gli parrà ragionevolmente potermi biasimare, coll’allegare io essere omo sanza lettere. Gente stolta! Non sanno questi tali ch’io potrei, sì come Mario rispose contro a’ patrizi romani, io sì rispondere, dicendo: — quelli che dall’altrui fatiche sè medesimi fanno ornati, le mie a me medesimo non vogliano concedere?
Diranno, che per non avere io lettere, non potere ben dire quello, di che voglio trattare. Or non sanno questi che le mie cose son più da esser tratte dalla sperienzia, che d’altrui parole, la quale fu maestra di chi ben scrisse, e così per maestra la piglio, e quella in tutti i casi allegherò.