VI. — SUL MEDESIMO SOGGETTO.

La natura è costretta dalla ragione della sua legge, che in lei infusamente vive.

VII. — L’EFFETTO SUCCEDE ALLA CAUSA NECESSARIAMENTE.

Quando alcuna cosa, cagione dell’altra, induce per suo movimento alcuno effetto, e’ bisogna che ’l movimento dell’effetto séguiti il movimento della cagione.

VIII. — IL MIRACOLO STA NELLA RISPONDENZA DELL’EFFETTO ALLA SUA CAUSA.[135] (Studiando la natura dell’occhio.)

Qui le figure, qui li colori, qui tutte le spezie delle parti dell’universo son ridotte in un punto, e quel punto è di tanta maraviglia!

O mirabile e stupenda necessità, tu costringi, colla tua legge, tutti li effetti, per brevissima via, a partecipare delle lor cause!

Questi sono li miracoli!

Scrivi nella tua Notomia, come, in tanto minimo spazio, l’immagine [visiva, che si forma nell’occhio] possa rinascere e ricomporsi nella sua dilatazione.

IX. — OGNI COSA OBBEDISCE ALLA PROPRIA LEGGE.