XIII. — CONTRO COLORO CHE SI ARROGANO DI CORREGGERE LA NATURA.

L’atto del tagliare la narice ai cavalli è cosa meritevole di riso. E questi stolti osservan questa usanza, quasi come se credessino la natura avere mancato ne’ necessarie cose, per le quali li omini abbiano a essere sua correttori. Ell’ha fatti i due busi del naso, i quali, ciascuno per sè, è per la metà della larghezza della canna de’ polmoni, donde esala l’anelito, e, quando essi busi non fussino, la bocca sarebbe abbastanza a esso abbondevole anelito. E se tu mi dicessi: — perchè ha fatto questa natura le narici alli animali, se l’alitare per la bocca è soffiziente? — io ti risponderei, che le narici sono fatte per essere usate, quando la bocca è in esercizio di masticare il suo cibo.

XIV. — SUL FENOMENO DELLA SPINTA DELLE RADICI.

L’albero in qualche parte scorticato, la natura, che a esso provvede, vòlta a essa iscorticazione molto maggior somma di notritivo omore la linfa, che in alcuno altro loco; in modo che, per lo primo detto mancamento, li cresce molto più grossa la scorza, che in alcun altro loco. Ed è tanto movente [impetuoso nel muoversi] ess’omore, che, giunto al soccorso loco, si leva parte in alto, a uso di balzo di palla, con diversi pullulamenti, o ver germugliamenti [gorgoglio], non altrementi ch’una bollente acqua.

XV. — SULLA STRUTTURA DELLE ALI.

Li timoni, creati nelli omeri [formati dall’omero dell’ala] che han l’ali delli uccelli, son trovati dalla ingegnosa natura per un comodo piegamento del retto impeto, che spesso accade nel furioso volare delli uccelli; perchè trovò esser molto più comodo, nel retto furore, a piegare una minima parte dell’ala, che il loro tutto.

XVI. — SULLA DISPOSIZIONE DELLE FOGLIE NELLE PIANTE.

Ha messo la natura la foglia degli ultimi rami di molte piante, che sempre la sesta foglia è sopra la prima, e così segue successivamente, se la regola non è impedita.

E questo ha fatto per due utilità d’esse piante: la prima è perchè nascendo il ramo e ’l frutto nell’anno seguente dalla gemella dell’occhio [gemma o gemmula vegetale], ch’è sopra in contatto dell’appiccatura della foglia; l’acqua, che bagna tal ramo, possa discendere a nutrire tal gemella, col fermarsi la goccia nella concavità del nascimento di essa foglia.

Ed il secondo giovamento è, che nascendo tali rami, l’anno seguente, l’uno non cuopre l’altro, perchè nascono vòlti a cinque aspetti, li cinque rami.