LXX. — L’ACQUA.
Il corpo della terra, a similitudine dei corpi delli animali, è tessuto di ramificazione di vene, le quali son tutte insieme congiunte, e son costituite a nutrimento e vivificazione d’essa terra e de’ sua creati.
LXXI. — L’ACQUA È IL SANGUE E LA LINEA DEL MONDO.
L’acqua, che surge ne’ monti è il sangue, che tien viva essa montagna, o, forata in essa o per traverso essa vena, la natura, aiutatrice de’ sua vivi, sendo abbondante nell’aumento di volere riparare il mancamento del versato umore, quivi con curioso [sollecito] soccorso abbonda; a similitudine del loco percosso nell’omo, e’ si vede, per lo soccorso fatto, multiplicare il sangue sotto alla pelle, in modo di sgonfiamento, per sopperire al loco infecto [contuso, per la percussione]; similmente la vite, sendo tagliata nell’alta stremità, manda la natura dall’infime radice all’altezza somma del loco tagliato il suo umore, e quello, essendo versato, essa non l’abbandona di vitale umore, insino al fine della sua vita.
LXXII. — SUL MEDESIMO SOGGETTO.
L’acqua è proprio quella, che per vitale umore di questa arida terra è dedicata: e quella causa, che la move per le sue ramificate vene, contro al natural corso delle cose gravi, è proprio quella, che move li umori in tutte le spezie de’ corpi animali.
LXXIII. — L’ACQUA SUI MONTI.
L’acqua, vitale omore della terrestre macchina, mediante il suo natural calore si move.
LXXIV. — TRASFORMAZIONI DOVUTE ALL’ACQUA.
L’acqua è ’l vetturale della natura.