LXXV. — DELLA VIBRAZION DELLA TERRA.
Li corsi subterranei delle acque, sì come quelli, che son fatti in fra l’aria e la terra, son quelli, che al continuo consumano e profondano li letti delli lor corsi.
La terra, levata dalli fiumi, si scarica nelle ultime parti delli lor corsi, ovvero la terra, levata da li alti corsi de’ fiumi, si scarica nell’ultime bassezze delli lor moti.
Dove l’acque dolci pullulano, nella superfice del mare, è manifesto prodigio della creazione d’una isola, la qual si scoprirà tanto più tardi o più presto, quanto la quantità dell’acqua, che surge, sarà di minore o maggior quantità.
E questa tale isola si genera dalla quantità della terra o consumazion de’ sassi, che fa il corso sotterraneo dell’acqua per li lochi, dond’ella discorre.
LXXVI. — VASTE TRASFORMAZIONI NEL PASSATO E NELL’AVVENIRE.
Come le rive del mare al continuo acquistano terreno inverso il mezzo del mare.
Come li scogli o promontori de’ mari al continuo ruinano, e si consumano.
Come i mediterranei scopriranno i lor fondi all’aria, e sol riserberanno il canale al maggior fiume, che dentro vi metta, il quale correrà all’Oceano, e ivi verserà le sue acque, insieme con quelle di tutti i fiumi, che con esso s’accompagnano.