Mentre che li occhi per la fronda verde
ficcava ïo sì come far suole
chi dietro a li uccellin sua vita perde,
lo più che padre mi dicea: «Figliuole,
vienne oramai, ché l tempo che nè imposto
più utilmente compartir si vuole».
Io volsi l viso, e l passo non men tosto,
appresso i savi, che parlavan sìe,
che landar mi facean di nullo costo.
Ed ecco piangere e cantar sudìe
Labïa mëa, Domine per modo
tal, che diletto e doglia parturìe.
«O dolce padre, che è quel chi odo?»,
comincia io; ed elli: «Ombre che vanno
forse di lor dover solvendo il nodo».
Sì come i peregrin pensosi fanno,
giugnendo per cammin gente non nota,
che si volgono ad essa e non restanno,
così di retro a noi, più tosto mota,
venendo e trapassando ci ammirava
danime turba tacita e devota.
Ne li occhi era ciascuna oscura e cava,
palida ne la faccia, e tanto scema
che da lossa la pelle sinformava.
Non credo che così a buccia strema
Erisittone fosse fatto secco,
per digiunar, quando più nebbe tema.
Io dicea fra me stesso pensando: Ecco
la gente che perdé Ierusalemme,
quando Maria nel figlio diè di becco!