la virtù ch’a ragion discorso ammanna,
sì com’ elli eran candelabri apprese,
e ne le voci del cantare ‘Osanna’.

Di sopra fiammeggiava il bello arnese
più chiaro assai che luna per sereno
di mezza notte nel suo mezzo mese.

Io mi rivolsi d’ammirazion pieno
al buon Virgilio, ed esso mi rispuose
con vista carca di stupor non meno.

Indi rendei l’aspetto a l’alte cose
che si movieno incontr’ a noi sì tardi,
che foran vinte da novelle spose.

La donna mi sgridò: «Perché pur ardi
sì ne l’affetto de le vive luci,
e ciò che vien di retro a lor non guardi?».

Genti vid’ io allor, come a lor duci,
venire appresso, vestite di bianco;
e tal candor di qua già mai non fuci.

L’acqua imprendëa dal sinistro fianco,
e rendea me la mia sinistra costa,
s’io riguardava in lei, come specchio anco.

Quand’ io da la mia riva ebbi tal posta,
che solo il fiume mi facea distante,
per veder meglio ai passi diedi sosta,

e vidi le fiammelle andar davante,
lasciando dietro a sé l’aere dipinto,
e di tratti pennelli avean sembiante;

sì che lì sopra rimanea distinto
di sette liste, tutte in quei colori
onde fa l’arco il Sole e Delia il cinto.