«Oh!», rispuos elli, «a piè del Casentino
traversa unacqua cha nome lArchiano,
che sovra lErmo nasce in Apennino.
Là ve l vocabol suo diventa vano,
arriva io forato ne la gola,
fuggendo a piede e sanguinando il piano.
Quivi perdei la vista e la parola;
nel nome di Maria fini, e quivi
caddi, e rimase la mia carne sola.
Io dirò vero, e tu l ridì tra vivi:
langel di Dio mi prese, e quel dinferno
gridava: O tu del ciel, perché mi privi?
Tu te ne porti di costui letterno
per una lagrimetta che l mi toglie;
ma io farò de laltro altro governo!.
Ben sai come ne laere si raccoglie
quell umido vapor che in acqua riede,
tosto che sale dove l freddo il coglie.
Giunse quel mal voler che pur mal chiede
con lo ntelletto, e mosse il fummo e l vento
per la virtù che sua natura diede.
Indi la valle, come l dì fu spento,
da Pratomagno al gran giogo coperse
di nebbia; e l ciel di sopra fece intento,
sì che l pregno aere in acqua si converse;
la pioggia cadde, e a fossati venne
di lei ciò che la terra non sofferse;
e come ai rivi grandi si convenne,
ver lo fiume real tanto veloce
si ruinò, che nulla la ritenne.