che mi scoss io, sì come da la faccia
mi fuggì l sonno, e diventa ismorto,
come fa luom che, spaventato, agghiaccia.
Dallato mera solo il mio conforto,
e l sole er alto già più che due ore,
e l viso mera a la marina torto.
«Non aver tema», disse il mio segnore;
«fatti sicur, ché noi semo a buon punto;
non stringer, ma rallarga ogne vigore.
Tu se omai al purgatorio giunto:
vedi là il balzo che l chiude dintorno;
vedi lentrata là ve par digiunto.
Dianzi, ne lalba che procede al giorno,
quando lanima tua dentro dormia,
sovra li fiori ond è là giù addorno
venne una donna, e disse: I son Lucia;
lasciatemi pigliar costui che dorme;
sì lagevolerò per la sua via.
Sordel rimase e laltre genti forme;
ella ti tolse, e come l dì fu chiaro,
sen venne suso; e io per le sue orme.
Qui ti posò, ma pria mi dimostraro
li occhi suoi belli quella intrata aperta;
poi ella e l sonno ad una se nandaro».
A guisa duom che n dubbio si raccerta
e che muta in conforto sua paura,
poi che la verità li è discoperta,
mi cambia io; e come sanza cura
vide me l duca mio, su per lo balzo
si mosse, e io di rietro inver laltura.