ché dentro a questi termini è ripieno
di venenosi sterpi, sì che tardi
per coltivare omai verrebber meno.
Ov è l buon Lizio e Arrigo Mainardi?
Pier Traversaro e Guido di Carpigna?
Oh Romagnuoli tornati in bastardi!
Quando in Bologna un Fabbro si ralligna?
quando in Faenza un Bernardin di Fosco,
verga gentil di picciola gramigna?
Non ti maravigliar sio piango, Tosco,
quando rimembro, con Guido da Prata,
Ugolin dAzzo che vivette nosco,
Federigo Tignoso e sua brigata,
la casa Traversara e li Anastagi
(e luna gente e laltra è diretata),
le donne e cavalier, li affanni e li agi
che ne nvogliava amore e cortesia
là dove i cuor son fatti sì malvagi.
O Bretinoro, ché non fuggi via,
poi che gita se nè la tua famiglia
e molta gente per non esser ria?
Ben fa Bagnacaval, che non rifiglia;
e mal fa Castrocaro, e peggio Conio,
che di figliar tai conti più simpiglia.
Ben faranno i Pagan, da che l demonio
lor sen girà; ma non però che puro
già mai rimagna dessi testimonio.
O Ugolin de Fantolin, sicuro
è l nome tuo, da che più non saspetta
chi far lo possa, tralignando, scuro.