Ma va via, Tosco, omai; chor mi diletta
troppo di pianger più che di parlare,
sì mha nostra ragion la mente stretta».
Noi sapavam che quell anime care
ci sentivano andar; però, tacendo,
facëan noi del cammin confidare.
Poi fummo fatti soli procedendo,
folgore parve quando laere fende,
voce che giunse di contra dicendo:
Anciderammi qualunque mapprende;
e fuggì come tuon che si dilegua,
se sùbito la nuvola scoscende.
Come da lei ludir nostro ebbe triegua,
ed ecco laltra con sì gran fracasso,
che somigliò tonar che tosto segua:
«Io sono Aglauro che divenni sasso»;
e allor, per ristrignermi al poeta,
in destro feci, e non innanzi, il passo.
Già era laura dogne parte queta;
ed el mi disse: «Quel fu l duro camo
che dovria luom tener dentro a sua meta.
Ma voi prendete lesca, sì che lamo
de lantico avversaro a sé vi tira;
e però poco val freno o richiamo.
Chiamavi l cielo e ntorno vi si gira,
mostrandovi le sue bellezze etterne,
e locchio vostro pur a terra mira;
onde vi batte chi tutto discerne».