«Che è quel, dolce padre, a che non posso
schermar lo viso tanto che mi vaglia»,
diss io, «e pare inver noi esser mosso?».
«Non ti maravigliar sancor tabbaglia
la famiglia del cielo», a me rispuose:
«messo è che viene ad invitar chom saglia.
Tosto sarà cha veder queste cose
non ti fia grave, ma fieti diletto
quanto natura a sentir ti dispuose».
Poi giunti fummo a langel benedetto,
con lieta voce disse: «Intrate quinci
ad un scaleo vie men che li altri eretto».
Noi montavam, già partiti di linci,
e Beati misericordes! fue
cantato retro, e Godi tu che vinci!.
Lo mio maestro e io soli amendue
suso andavamo; e io pensai, andando,
prode acquistar ne le parole sue;
e dirizzami a lui sì dimandando:
«Che volse dir lo spirto di Romagna,
e divieto e consorte menzionando?».
Per chelli a me: «Di sua maggior magagna
conosce il danno; e però non sammiri
se ne riprende perché men si piagna.
Perché sappuntano i vostri disiri
dove per compagnia parte si scema,
invidia move il mantaco a sospiri.
Ma se lamor de la spera supprema
torcesse in suso il disiderio vostro,
non vi sarebbe al petto quella tema;