ché, per quanti si dice più lì nostro,
tanto possiede più di ben ciascuno,
e più di caritate arde in quel chiostro».
«Io son desser contento più digiuno»,
diss io, «che se mi fosse pria taciuto,
e più di dubbio ne la mente aduno.
Com esser puote chun ben, distributo
in più posseditor, faccia più ricchi
di sé che se da pochi è posseduto?».
Ed elli a me: «Però che tu rificchi
la mente pur a le cose terrene,
di vera luce tenebre dispicchi.
Quello infinito e ineffabil bene
che là sù è, così corre ad amore
com a lucido corpo raggio vene.
Tanto si dà quanto trova dardore;
sì che, quantunque carità si stende,
cresce sovr essa letterno valore.
E quanta gente più là sù sintende,
più vè da bene amare, e più vi sama,
e come specchio luno a laltro rende.
E se la mia ragion non ti disfama,
vedrai Beatrice, ed ella pienamente
ti torrà questa e ciascun altra brama.
Procaccia pur che tosto sieno spente,
come son già le due, le cinque piaghe,
che si richiudon per esser dolente».
Com io voleva dicer Tu mappaghe,
vidimi giunto in su laltro girone,
sì che tacer mi fer le luci vaghe.