Ivi mi parve in una visïone
estatica di sùbito esser tratto,
e vedere in un tempio più persone;
e una donna, in su lentrar, con atto
dolce di madre dicer: «Figliuol mio,
perché hai tu così verso noi fatto?
Ecco, dolenti, lo tuo padre e io
ti cercavamo». E come qui si tacque,
ciò che pareva prima, dispario.
Indi mapparve unaltra con quell acque
giù per le gote che l dolor distilla
quando di gran dispetto in altrui nacque,
e dir: «Se tu se sire de la villa
del cui nome ne dèi fu tanta lite,
e onde ogne scïenza disfavilla,
vendica te di quelle braccia ardite
chabbracciar nostra figlia, o Pisistràto».
E l segnor mi parea, benigno e mite,
risponder lei con viso temperato:
«Che farem noi a chi mal ne disira,
se quei che ci ama è per noi condannato?»,
Poi vidi genti accese in foco dira
con pietre un giovinetto ancider, forte
gridando a sé pur: «Martira, martira!».
E lui vedea chinarsi, per la morte
che laggravava già, inver la terra,
ma de li occhi facea sempre al ciel porte,
orando a lalto Sire, in tanta guerra,
che perdonasse a suoi persecutori,
con quello aspetto che pietà diserra.