E quell ombra gentil per cui si noma
Pietola più che villa mantoana,
del mio carcar diposta avea la soma;
per chio, che la ragione aperta e piana
sovra le mie quistioni avea ricolta,
stava com om che sonnolento vana.
Ma questa sonnolenza mi fu tolta
subitamente da gente che dopo
le nostre spalle a noi era già volta.
E quale Ismeno già vide e Asopo
lungo di sè di notte furia e calca,
pur che i Teban di Bacco avesser uopo,
cotal per quel giron suo passo falca,
per quel chio vidi di color, venendo,
cui buon volere e giusto amor cavalca.
Tosto fur sovr a noi, perché correndo
si movea tutta quella turba magna;
e due dinanzi gridavan piangendo:
«Maria corse con fretta a la montagna;
e Cesare, per soggiogare Ilerda,
punse Marsilia e poi corse in Ispagna».
«Ratto, ratto, che l tempo non si perda
per poco amor», gridavan li altri appresso,
«che studio di ben far grazia rinverda».
«O gente in cui fervore aguto adesso
ricompie forse negligenza e indugio
da voi per tepidezza in ben far messo,
questi che vive, e certo i non vi bugio,
vuole andar sù, pur che l sol ne riluca;
però ne dite ond è presso il pertugio».