Vattene omai: non vo che più tarresti;
ché la tua stanza mio pianger disagia,
col qual maturo ciò che tu dicesti.
Nepote ho io di là cha nome Alagia,
buona da sé, pur che la nostra casa
non faccia lei per essempro malvagia;
e questa sola di là mè rimasa».
Purgatorio Canto XX
Contra miglior voler voler mal pugna;
onde contra l piacer mio, per piacerli,
trassi de lacqua non sazia la spugna.
Mossimi; e l duca mio si mosse per li
luoghi spediti pur lungo la roccia,
come si va per muro stretto a merli;
ché la gente che fonde a goccia a goccia
per li occhi il mal che tutto l mondo occupa,
da laltra parte in fuor troppo sapproccia.
Maladetta sie tu, antica lupa,
che più che tutte laltre bestie hai preda
per la tua fame sanza fine cupa!
O ciel, nel cui girar par che si creda
le condizion di qua giù trasmutarsi,
quando verrà per cui questa disceda?