E priego sol, ch’udir mi sofferiate;
E poi imaginate
S’io son d’ogni dolore ostello e chiave.
Amor, non già per mia poca bontate,
Ma per sua nobiltate,
Mi pose in vita sì dolce e soave,
Ch’i’ mi sentia dir dietro spesse fiate:
Deh! per qual dignitate
Così leggiadro questi lo cor have?
Ora ho perduta tutta mia baldanza,