Beltate appare in saggia donna pui,
Che piace agli occhi sì, che dentro al core
Nasce un disio della cosa piacente:
E tanto dura talora in costui,
Che fa svegliar lo Spirito d’amore:
E simil face in donna uomo valente.
Questo Sonetto si divide in due parti. Nella prima, dico di lui in quanto è in potenza; nella seconda, dico di lui in quanto di potenza si riduce in atto. La seconda, comincia quivi: Beltate appare. La prima si divide in due: nella prima, dico in che soggetto sia questa potenza; nella seconda, dico come questo soggetto e questa potenza sieno prodotti insieme in essere, e come l’uno guarda l’altra, come forma materia. La seconda comincia quivi: Fagli natura. Poi quando dico: Beltate appare, dico come questa potenza si riduce in atto; e prima, come si riduce in uomo: poi, come si riduce in donna, quivi: E simil face in donna.
Poscia che io trattai d’Amore nella sopradetta rima, vennemi volontà di voler dire anche in loda di questa gentilissima parole, per le quali io mostrassi come si sveglia per lei quest’amore, e come non solamente si sveglia là ove dorme, ma là ove non è in potenza, ella mirabilmente operando il fa venire. E dissi allora questo Sonetto:
Negli occhi porta la mia donna Amore,