Quel ch’ella par quand’un poco sorride

Non si può dicer nè tener a mente,

Sì è novo miracolo gentile.

Questo Sonetto ha tre parti. Nella prima, dico siccome questa donna riduce in atto questa potenza, secondo la nobilissima parte degli occhi suoi: e nella terza, dico questo medesimo, secondo la nobilissima parte della sua bocca. E intra queste due parti ha una particella, ch’è quasi domandatrice d’aiuto alla precedente parte ed alla seguente, e comincia quivi: Aiutatemi, donne. La terza comincia quivi: Ogni dolcezza. La prima si divide in tre; chè nella prima, dico come virtuosamente fa gentile ciò ch’ella vede; e questo è tanto a dire, quanto inducere Amore in potenza là ove non è. Nella seconda, dico come riduce in atto Amore ne’ cuori di tutti coloro cui vede. Nella terza, dico quello che poi virtuosamente adopera ne’ lor cuori. La seconda comincia: Ov’ella passa; la terza: E cui saluta. Quando poscia dico: Aiutatemi, donne, do ad intendere a cui la mia intenzione è di parlare, chiamando le donne che m’aiutino ad onorare costei. Poi quando dico: Ogni dolcezza, dico quel medesimo ch’è detto nella prima parte, secondo due atti della sua bocca: uno de’ quali è il suo dolcissimo parlare, e l’altro lo suo mirabile riso; salvo che non dico di questo ultimo come adoperi ne’ cuori altrui, perchè la memoria non puote ritener lui, nè sue operazioni.


Appresso questo non molti dì passati, sì come piacque al glorioso Sire, lo quale non negò la morte a sè, colui ch’era stato genitore di tanta maraviglia, quanta si vedeva ch’era questa nobilissima Beatrice, di questa vita uscendo, se ne gìo alla gloria eternale veracemente. Onde, conciossia che cotale partire sia doloroso a coloro che rimangono, e sono stati amici di colui che se ne va; e nulla sia così intima amistà, come quella da buon padre a buon figliuolo e da buon figliuolo a buon padre; e questa donna fosse in altissimo grado di bontade, e lo suo padre, siccome da molti si crede, e vero è, fosse buono in alto grado; manifesto è, che questa donna fu amarissimamente piena di dolore. E conciossiacosa che, secondo è l’usanza della sopradetta cittade, donne con donne e uomini con uomini si adunino a cotale tristizia, molte donne s’adunaro colà, ove questa Beatrice piangea pietosamente: ond’io veggendo ritornare alquante donne da lei, udii lor dire parole di questa gentilissima com’ella si lamentava. Tra le quali parole udi’ che diceano: «Certo ella piange sì, che qual la mirasse dovrebbe morire di pietade». Allora trapassarono queste donne; ed io rimasi in tanta tristizia, che alcuna lagrima talor bagnava la mia faccia, ond’io mi ricoprìa con porre le mani spesso agli miei occhi. E se non fosse ch’io attendea anche udire di lei, però che io era in luogo onde ne gìano la maggior parte di quelle donne che da lei si partiano, io mi sarei nascoso incontanente che le lagrime m’aveano assalito. E però dimorando ancora nel medesimo luogo, donne anche passarono presso di me, le quali andavano ragionando e dicendo tra loro queste parole: «Chi dee mai esser lieta di noi, che avemo udita parlare questa donna così pietosamente?» Appresso costoro passarono altre, che veniano dicendo: «Questi che quivi è, piange nè più nè meno come se l’avesse veduta, come noi avemo». Altre poi diceano di me: «Vedi questo che non pare desso: tal è divenuto». E così passando queste donne, udii parole di lei e di me in questo modo che detto è. Ond’io poi pensando, proposi di dire parole, acciò che degnamente avea cagione di dire, nelle quali io conchiudessi tutto ciò che udito avea da queste donne. E però che volentieri le avrei domandate, se non mi fosse stata riprensione, presi materia di dire, come se io le avessi domandate, ed elle mi avessero risposto. E feci due Sonetti; che nel primo domando in quel modo che voglia mi giunse di domandare; nell’altro, dico la loro risponsione, pigliando ciò ch’io udii da loro, sì come lo m’avessero detto rispondendo. E cominciai il primo: Voi, che portate; il secondo: Se’ tu colui.

Voi, che portate la sembianza umìle,

Cogli occhi bassi mostrando dolore,

Onde venite, chè ’l vostro colore

Par divenuto di pietà simìle?