Erano usate di portar letizia;
E tu che sei figliuola di tristizia,
Vattene sconsolata a star con elle.
Poi che detta fu questa Canzone, sì venne a me uno, il quale secondo li gradi dell’amistade, è amico a me immediatamente dopo il primo: e questi fu tanto distretto di sanguinità con questa gloriosa, che nullo più presso l’era. E poi che fu meco a ragionare, mi pregò che io gli dovessi dire alcuna cosa per una donna che s’era morta; e simulava sue parole, acciò che paresse che dicesse d’un’altra, la quale morta era cortamente: ond’io accorgendomi che questi dicea solo per quella benedetta, dissi di fare ciò che mi domandava lo suo prego. Ond’io poi pensando a ciò, proposi di fare un Sonetto, nel quale mi lamentassi alquanto, e di darlo a questo mio amico, acciò che paresse, che per lui l’avessi fatto; e dissi allora questo Sonetto che comincia: Venite ad intender, ecc.
Questo Sonetto ha due parti: nella prima chiamo li fedeli d’Amore che m’intendano; nella seconda, narro della mia misera condizione. La seconda comincia quivi: Li quai disconsolati.
Venite a intender li sospiri miei,
O cor gentili, che pietà il disìa;
Li quai disconsolati vanno via,
E, s’e’ non fosser, di dolor morrei;