Egli nella Spagna, nella Francia, in Egitto, in Grecia raccoglieva i libri dell'antichità, li chiosava, li traduceva dall'arabo, dal greco in latino. Non si limitava a raccogliere questi libri e sepellirli nelle biblioteche dei conventi, come i Benedettini ed altri ordini religiosi, i quali ben meritarono dalla Civiltà, ma li diffondeva di terra in terra, li trasmetteva dall'Asia all'Europa, ed era egli stesso libro vivente. Egli aveva conservate le tradizioni delle scienze mediche, fisiche, filosofiche, linguistiche, e le insegnava, le professava; era, coi commerci, colle scienze, intermediario fra l'oriente e l'occidente, tra gli Arabi e l'Europa cristiana.

Irruppero le Crociate; e le orde Crociate, per punire l'Ebreo dell'opera sua riparatrice e civile, prima di recarsi in Terra Santa e liberare il sepolcro di Cristo, si [pg 21] scagliarono contro gli Ebrei, che avevano dato il Redentore al mondo; ed in Germania, in Francia, in Inghilterra, fu un furore, un'orgia di incendi, di saccheggi e di sterminio contro le comunità israelitiche.

I paladini, baroni, conti dirigevano le stragi; e le masse avide di sangue e di preda, mettevano tutto a fuoco, a ferro e a ruba; le passioni più feroci e brutali si scatenavano contro un popolo inerme, pacifico e operoso.

Anche questo triste periodo, appellato dai poeti eroico, dopo scempî di sangue e di delitti cavallereschi, tramontò, e si chiuse.

Un albore di civiltà cominciò a spuntare sull'orizzonte. Gli stessi crociati, reduci dall'Asia, ne divennero messaggeri e ne furono strumento efficace. I semi della civiltà latina, non mai appassiti e spenti in Italia, si dischiusero poco a poco alla vita, e prepararono la Rinascenza. Al Rinascimento classico, mercè lo studio della Bibbia nei suoi testi e nella sua realtà, e per opera delle sette antipapali, che serpeggiavano in tutta Europa sino dal medioevo, tenne dietro il rinnovamento religioso e la Riforma.

L'antagonismo fra il Papato e la Riforma accese le guerre più feroci, che mai abbiano insanguinata l'Europa, nei secoli decimosesto e settimo. Le guerre di religione e gli orrori di eccidi, stragi e perversità, che le accompagnarono, allontanarono i pensatori e i popoli stessi dalla religione, e in molti intiepidirono il sentimento religioso, come funesto al progresso ed alla pace, ostile e fatale all'unione e sicurtà dei popoli.

Al secolo dei teologi, tenne dietro quello dei filosofi e della scienza. La società aspirava a divenire laica. Uno spirito nuovo corse sopra tutta l'Europa; un lavoro sordo, poderoso, a cui presero parte tutte le classi sociali, dal patrizio al borghese, agli stessi monarchi riformatori, scalzava dalle fondamenta l'edifizio del medio evo, preparando gli elementi d'un'età novella: — E scoppiò la Rivoluzione francese.

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[VI. — La Rivoluzione francese e i principi costitutivi dell'Ebraismo.]

La Riforma, nata dalla Teologia, si fonda bensì sulla Bibbia, ma si arresta alla parola, all'esteriore; la Rivoluzione, nata dalla filosofia, dalle scienze giuridiche e sociali, ne penetra lo spirito, ne rileva il pensiero dominante, lo spinge nella pratica sociale, lo traduce in azione. L'Ebreo, allo scoppiare della Rivoluzione, comprese che i principi da lei proclamati corrispondevano a quelli che egli professava da secoli e ne costituivano la essenza religiosa e sociale. Essi erano stati la sua forza e la sua fede durante le lotte da lui sostenute a traverso i secoli. Questi principi, come vedemmo, si riassumevano nella triade: Dio, Legge e Popolo, e la Rivoluzione, pur rispettando i culti diversi, che dividono l'umanità, si alzava alla contemplazione di un essere superiore, il Dio Uno, fattore ed anima dell'universo. Suo culto fu la legge, la quale, a quel modo che ordina e regge l'universo, così deve guidare il mondo dei popoli con equità e giustizia, e, sollevandosi al disopra dei privilegi di classe, caste e razze, mira anzitutto l'uomo coronato da' suoi diritti, e soggetto a doveri corrispondenti.