In mezzo al silenzio dei complici, degli indifferenti e dei codardi alle minaccie dei prepotenti, agli urli della folla ingannata, sollevarono il grido d'allarme, pugnarono perchè si faccia intera la luce della verità, e per salvare l'onore della Francia.

Emerge, grandeggiante, fra questi magnanimi, la figura [pg 30] di Scheurer-Kestner, di Picard e quella dello Zola, il quale, bersaglio ai furori, alle contumelie, agli attacchi forsennati di tutte le reazioni più arrabbiate, si leva, e sta solo e incrollabile sulla breccia[14].

Tutta l'Europa civile rispose al grido d'allarme gettato dallo Zola e lui acclamò campione della giustizia, paladino della verità. Il verdetto d'Europa intera, che plaude a Zola, rispose al verdetto dei pochi giurati ignoti o ignari, i quali, intimiditi o per consegna, ne pronunciarono la condanna. In questo momento si entra in un periodo di tregua, e in seguito che farà la Francia? potrà essa vituperarsi ancora, e rifiutare la revisione del processo?[15]

Un tal processo ha cessato di essere un fatto personale e accidentale. Esso ha assunto tali proporzioni in Francia ed in Europa, da divenire l'epilogo di una lotta da gran tempo latente e offre l'occasione ai partiti retrivi, per misurare le proprie forze e scendere in campo per iniziare il combattimento.

[pg 31] Il condannato all'isola maledetta non è che il capro emissario, la testa del moro, contro cui si appuntano i dardi per colpire con lui numerosi avversari. Il primo sarà l'Ebreo, e coll'Ebreo la Rivoluzione, la società moderna, i diritti dell'uomo, per poi abbattere la repubblica.

Il partito liberale in Francia, come nella restante Europa, lo comprese, si commosse e corse al riparo, si armò per la difesa. Più di tutti si scosse, si agitò l'Ebreo. Ciascuno sentì che questa era la causa di tutti. Res nostra agitur. Invano in Francia si credè da molti, anche in buona fede essere questa quistione interna, che non riguarda gli stranieri. Nessuno, risponde l'Europa civile, nessuno è straniero al grido dell'Umanità; e con voce concorde lo proclamarono gli Ebrei sparsi nei due mondi: La Giustizia è la nostra religione, il nostro culto, la nostra fede, e combatteremo compatti in sua difesa.

Da oltre duemila anni essa è vilipesa, calpestata in Europa; giorno è sorto che essa si affermi, si rialzi e combatta e trionfi. E rispondendo al grido di allarme, gettato da tutte le intelligenze e dal partito liberale del mondo, essi raccolsero il guanto che fu loro gettato dai partiti retrivi, e si associarono insieme, per propugnare, colla propria, la causa della libertà di tutti.

[IX. — Sindacato e solidarietà.]

Da oltre mezzo secolo l'Israelita in Francia si era cullato nella speranza, che il periodo storico della dispersione fra i popoli e del suo isolamento in mezzo a' suoi concittadini, fosse cessato; e salutò con entusiasmo l'aurora che pareva aprire il terzo ed ultimo periodo storico, quello della Fusione; e, sotto l'egida di principii religiosi più razionali ad un tempo e più morali ed equi, di essere [pg 32] alfine cittadino fra i cittadini, uguale fra gli uguali. Perciò era divenuto omai indifferente, oblioso di quei principi, che a lui erano stati forza e usbergo in mezzo ai combattimenti affrontati, alle persecuzioni sofferte nei secoli passati, e che sperava tramontati per sempre.

L'evento Dreyfus dissipò in parte queste illusioni, e lo scosse dall'apatia in cui era piombato. Lo fece pur troppo accorto, che gli odi, i pregiudizi dissimulati e celati, avevano ancora radici profonde nel cuore delle plebi umane, chè occorrono secoli per essere svelti del tutto, che i Revenants dal sepolcro, entro cui si credevano chiusi, e imputriditi, possono risorgere ancora e sopraffare, corrompere i vivi. Allora sentì il dovere di correre al riparo per difendersi. Gli Ebrei non costituirono verun sindacato, come adottando un termine di borsa, si volle fantasticare; ma si destò più vivo in essi il sentimento, che fu nei tempi di angoscia la loro fortezza e salute, il sentimento o meglio il principio redentore della solidarietà. In questo sentimento si trovarono consociati e uniti insieme tutti gli elementi, le frazioni di un popolo.