[XIV. — Il Clou morale dell'Esposizione nel 1900.]
Uno spirito innovatore e luminoso aleggia, sovrasta sopra l'umanità e la guida a meta indeclinabile. Le barriere cadono, e tutto tende a compenetrarsi, a comprendersi, [pg 43] armonizzarsi, conformandosi col gran tutto. La materia segue la legge dello spirito e dell'intelletto, il quale lo domina e guida; le energie materiali l'immedesimano collo spirito. All'unità scientifica dovrà seguire, compenetrandosi assieme, l'unità sociale.
Tutto procede verso la unificazione, nel dominio ideale, come negli ordinamenti sociali, preparando e promuovendo pure una certa equivalenza ed unità di condizioni, la quale possa assicurare a tutti, per mezzo del diritto comune, il massimo del benessere compatibile colle condizioni umane. In tal modo, per vie diverse, si va formando la unità morale, economica, giuridica, sorgente inesauribile di verità, di giustizia, di forza e pacificazione.
Di questa unificazione negli ordini materiali e nel lavoro, si solleverà in breve, simbolo vivente, la Esposizione di Parigi, nel 1900.
Essa deve inaugurare il secolo ventesimo e celebrare il Centenario della grande Rivoluzione. Però sinora la Mostra non accenna a rappresentare se non che il lato industriale, economico, materiale. Per celebrare degnamente l'evento mondiale e storico, che aprì il secolo decimonono, dovrebbe in certo modo completarsi col concetto morale e sociale, il solo veramente fecondo e duraturo.
La Esposizione di Chicago offrì ai popoli uno spettacolo veramente meraviglioso dei progressi ottenuti durante questo secolo, nelle industrie, nelle meccaniche, nelle arti, nel dominio dell'uomo sulla materia.
Ora di cotesto sfoggio d'industrie, di manufatti, di tesori d'arte e di gemme, che cosa rimane ancora? Il monumento grandioso per scienza architettonica, per arti, lusso, per la mole immane, cadde demolito, distrutto, le merci, le ricchezze andarono disperse. Pure in questo naufragio di tutta la parte materiale, sopranuota tuttavia un'idea, che ne fu il coronamento, la parola vivente: il Congresso delle religioni.
[pg 44] Nello stesso modo, la parte che appellerei teatrale della Esposizione francese, è destinata a sparire, come quella americana, se non che la prima intende ora di rappresentare alcunchè di più che non una mostra industriale ed un interesse materiali, questa è simbolo, testimonianza d'un alto concetto politico, sociale e morale. È il centenario della Rivoluzione, che aprì un'êra nuova nella vita dei popoli. Deve quindi, non solo rappresentarla materialmente, sibbene continuarne, completarne le idee, esserne come il coronamento. La Rivoluzione nel suo concetto agitò, mercè i suoi precursori come in seguito nell'apostolato dei suoi allievi, e continuatori, tutti i più grandi problemi che preoccuparono l'umanità.
Alcuni di questi problemi, discussi a lungo, negli ordini politici, economici, vanno semplificandosi e sono in via di sciogliersi; per altri abbondano i materiali, ma, timidi, o scettici, pochi osano o curano affrontarli apertamente.
Uno dei più poderosi, e che in sè riassume quasi una civiltà, e più secoli, è il problema religioso, il quale è pur sempre, malgrado tutti gli scettici e gl'indifferenti, il nodo del problema sociale.