I crociati, che dai loro viaggi d'oltre mare, importarono tante cose sconosciute, ristabilirono nel medio evo la moda dei bagni e delle stufe, di cui avevano fatto le loro delizie in Oriente. Invano i sessi erano divisi nei pubblici stabilimenti, i cattivi costumi profittavano di un'istituzione così favorevole al mistero. I bagni di Parigi non avevano nulla da invidiare a quelli di Roma; l'amore ed il libertinaggio attiravano il maggior numero di clienti in quei bagni, che coprivano tutto collo stesso velo discreto; i domestici maschi e femine di questi santuarii del vizio favorivano le corrispondenze, le interviste ed i piaceri; spesso secrete comunicazioni riunivano le stufe maschili a quelle femminili, facendone delle vergognose succursali dei luoghi infami. Perciò simili stabilimenti erano frequentati da tutti, i ricchi avevano cabine particolari, i poveri si bagnavano uomini e donne in una sola vasca.
Ogni barbiere poteva avere un bagno da uomo o da donna nella sua bottega, e oltre questi vi erano i grandi stabilimenti. Sin dallo spuntar dell'alba gli strilloni speciali annunziavano che i bagni erano pronti.
Nella Danza Macabra si legge che «i barbieri ed i bagnini, servitori di questi luoghi [pg 71] d'impudicizia, non si limitavano alla sola parte di compiacenti merciai della galanteria, ma che maneggiavano abilmente il rasoio e la lancetta, vendevano certi unguenti afrodisiaci speciali e praticavano la medicina infischiandosi della facoltà.»
Appena è possibile di prestar fede all'indecente e bizzarro servizio che, dicesi, reclamassero da questi ruffiani gli uomini e le donne. L'uso di farsi fare il pelo, cioè a dire di radere, tondere, o strappare con pinzette i peli che crescono su certe parti del corpo, nei due sessi; tale pratica pare che fosse, insieme ai bagni di vapore, stata importata dall'Oriente. Gli uomini e le donne che volevano passare per persone caste ed esemplari avevano immaginato di far sparire completamente dal loro corpo, ciò che chiamavano il vergognoso pelo. Solo i depravati e le donne dissolute, invece di tonderlo periodicamente, lo pettinavano, lo arricciavano e lo profumavano con mille ricercatezze di oscene sensualità.
Un aneddoto del Mezzo di Pervenire, racconta che la moglie dell'avvocato Librean, avendo chiesto a suo marito uno scudo per farsi fare il pelo, e non avendogliene questi voluto dare che solo mezzo, la moglie pensò di fargli un bel tiro. Andò via e la sera si mise a letto tranquillamente, quando il marito le si distese accanto, e volle osservare se il barbiere aveva ben servita la sua metà, con sua somma sorpresa si accorse che il pelo non era raso che da un lato solo:—E come,—esclamò egli—amica mia, ti sei fatta tanto mal servire? il tuo affare è fra due età, non avendo... barba se non da un lato solo.—Che [pg 72] vuoi—rispose la sorniona, sono stata servita come ho pagato; mi hai dato la metà di quanto ti ho chiesto, e mi hanno del pari spelata a metà. Fu così che al mattino l'avvocato diede l'altro mezzo scudo alla moglie, perchè si andasse a far... ringiovanire da entrambi i lati.
I barbieri ed i bagnini avevano anche la delicata missione di rifare le verginità perdute, ed ecco una curiosa ricetta tramandataci da alcuni allegri storici di quei tempi, che riportiamo a titolo di curiosità.
«Pigliate mezza oncia di terebentina di Venezia, un poco di latte proveniente dalle foglie di asparagi, un quarto di oncia di cristallo minerale infuso nel succo di limone, o in quello di mele acerbe, un bianco di uovo fresco con un po' di farina di avena, di tutto ciò fate come una foglietta che abbia una certa consistenza e la introducete nell'interno della parte da riparare, avendo cura di far prima una siringa di latte di capra, e di ungerla con pomata di razis bianco».
Le procuratrici di case di mal affare traevano grandi vantaggi da simili metamorfosi, e perfino alcune madri vendevano, riparandola, diverse volte la verginità delle figlie.
Quando una donna galante incominciava ad accorgersi che gli anni allontanavano i suoi adoratori, per non veder diminuire la fortuna che con essi aveva accumulata, impiegava il suo danaro e la sua esperienza nella fondazione di una casa di onore, dove si giocava, si cenava e si facevano altre illecite cose. Era là che si riunivano i più pericolosi cavalieri di industria.
Queste bische si moltiplicarono talmente [pg 73] verso la fine del XVII secolo, che la polizia fu obbligata a ricorrere a misure straordinarie per rimediare ai disastri prodotti dalla passione del giuoco.