«Al mattino, i libertini escono dalle case delle amanti di una notte pallidi, disfatti, la coscienza più volta al timore che al rimorso, e gemono tutto il giorno per l'occupazione della notte, ma il vizio è un tiranno che li riprenderà l'indomani.»
Come si vede la corruzione aveva fatto in tutte le classi tali progressi, che è da [pg 88] meravigliare se la società moderna, pervertita sin dalla nascita dal rovesciamento di tutte le leggi, dallo scatenamento di tutte le follie, dalla sete smodata dei godimenti e dei piaceri sensuali, dall'amore del lusso, della ricchezza e dal desiderio del piacere, non sia più cattiva e più depravata. Si ammigliorò, al contrario, a misura che il governo rivenne a migliori istituzioni sociali. Il gran riformatore fu il Primo Console.
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III. Pratiche Viziose Contro Natura
(Nell'antichità)
La storia del vizio contro natura nelle sue diverse manifestazioni si perde nella notte dei tempi, o almeno non se ne trovano indizii che per la pederastia, ma a partire dalla Grecia antica i poeti di quei tempi sono stati, si può dire, gli storici della concupiscenza, illuminandoci sulle alte turpitudini dei loro concittadini. A Roma soprattutto si era diventati maestri nell'arte dei raffinamenti lubrici.
Tra le diverse pratiche immonde bisogna menzionare in prima linea l'azione dei cunnilingues e dei fellatores.