[446]. Ved., per es., gli esercizi sui quattro versi d'Ovidio relativi alle quattro stagioni. (Metam. II, 27 sgg.), n.º 566 sgg. (R.).

[447]. «Mantua me genuit» etc. Donat. Vit. Verg. p. 63. Imitato trovasi già questo distico in un verso dell'epitafio composto da un grammatico in onore di Lucano: «Corduba me genuit, rapuit Nero, praelia dixi» il quale trovasi già citato da Aldelmo (VII sec.): cf. L. Müller in Jahrbb. f. Philol. XCV (1867) p. 500; Usener, Scholia in Lucani Bellum civile, p. 6.

[448]. Anth. lat. n.º 507-518, n.º 555-566 (R.).

[449]. Vedi intorno a questi L. Müller, Ueber poetische Argumente zu Virgils Werken in Rhein. mus. XIX, p. 114 sgg.

[450]. Anth. lat. n.º 2 (R.), da codici del IX sec.; cfr. anche Ribbeck Prolegg. p. 379.

[451]. Anth. lat. n.º 1, 634, 654, 591, 653, 874.

[452]. Anth. lat. n.º 717 (R.).

[453]. Anth. lat. n.º 1 (R.); Ribbeck, Prolegomm. p. 369 sgg.; L. Müller, op. cit., p. 115 sgg., il quale con ragione opina che possano essere opera di un africano del V o VI secolo.

[454]. Anth. lat. (R.) n.º 713 (Virgilio e Omero); l'epigramma n.º 777 «Vate Syracosio» etc. (Virgilio, Teocrito, Esiodo, Omero) era forse premesso a qualche raccolta delle poesie minori e giovanili di Virgilio (cf. L. Müller in Jahrbb. f. Philol. 1867, p. 803 sg.). Non credo sia stato avvertito da altri che l'epigramma n.º 788: «Maeonium quisquis romanus nescit Homerum, Me legat et lectum credat utrumque sibi» è fatto evidentemente sullo stampo del primo distico dell'Ars amatoria: «Si quis in hoc artem populo non novit amandi, Me legat et lecto carmine doctus amet.» Generalmente la notizia di quei tre autori imitati da Virgilio era sempre premessa dai grammatici alle esposizioni, come si rileva da tutti i commenti e dalle biografie a questi premesse.

Come Virgilio è posto a raffronto di Omero, così Lucano è paragonato a Virgilio nell'epigr. 233 (cf. Schmitz e L. Müller in Jahrbb. f. Philol. 1867, p. 799). Al medio evo inoltrato appartiene l'epigramma su Virgilio n.º 855 (Meyer), perciò escluso da Riese: «Alter Homerus ero vel eodem maior Homero, Tot clades numero dicere si potero.» Questi due versi che in realtà non hanno che fare con Virgilio, fanno parte di una poesia medievale sulla caduta di Troia; Cfr. Du Méril, Poésies popul. lat. ant. au XII sièc. p. 313.