Docte Maro, fratrem dis immortalibus aequas»

Anth. lat. n.º 778 (R.).

[440]. «Iusserat haec rapidis» etc. Donat. Vit. Verg. p. 63, riferiti nelle varie edizioni dell'Anth. lat. Tre distici diversi, ma di egual significato, trovansi premessi agli argomenti in versi dei libri dell'Eneide, che portano il nome dello stesso Sulpicio. L. Müller (Rh. Mus. XIX, p. 120) crede con ragione che i distici originali siano quelli riferiti nella biografia.

[441]. «Temporibus laetis» etc. Anth. lat. n.º 242 (R.). Le più antiche edizioni di Virgilio ed anche alcuni MSS. attribuiscono questi versi a Cornelio Gallo. In un cod. vaticano (n.º 1586) del sec. XV leggesi: «Egerat Vergilius cum Varrone (vuol dire Vario) ante quam de Italia recessisset, ut si quid sibi accideret, Aeneidam combureret, quod adimplere volens et Cornelius Gallus hoc sentiens, Caesari pro parte Romanorum et totius orbis supplicavit ne combureretur, in hunc modum videlicet: Temporibus laetis etc.»

[442]. Anth. lat. n.º 672 (R.). Questa declamazione in versi fu celebre e qualcuno, anche dei moderni, la citò sul serio come cosa d'Augusto. Di una antica imitazione di essa non rimane che la chiusa («Nescio quid, fugiente anima» etc.), Auth. lat. n.º 655 (R.). Notiamo, per saggio dell'enfasi l'ultimo verso, in cui Augusto dice di Virgilio:

«aeterna resonante Camoena

Laudetur, placeat, vivat, relegatur, ametur!»

[443]. Donat. Vit. Verg. p. 58; Anth. lat. n.º 261 (R.). L'epitafio del vescovo Mamerto, in cui si riconosce una reminiscenza del primo verso di quell'epigramma, prova che esso era ben noto alla fine del secolo IV; cf. L. Müller in Jahrbb. für Philol. (1866) p. 865. Anche in un distico (v. 43 sg.) dell'Elegia de Nuce il Riese ha notato una reminiscenza del secondo verso del distico virgiliano, deducendone però conseguenze illegittime sull'età di quella elegia. L'epigramma contro Balista rimase notissimo nella decadenza e nel medio evo, indipendentemente dal Liber epigrammaton di Virgilio, a cui forse appartenne.

[444]. In due di queste imitazioni il distico è compendiato in un verso; Phoc. Vit. Verg. v. 15 sgg.

[445]. Cfr. su questi poeti Schenkl, Zur Kritik späterer lateinischen Dichter (Sitzungsbericht. der Wien. Akad. 1863, Iuni), p. 52 sgg.