Virgile, Lucain et Etasce,
Et Sédule, Propre, Prudence,
Aratur, Omer et Térence:
Tuit chaplèrent sor Aristote
Qui fu fers com chastel sor mote.»
Ved. Jubinal, Oeuvres compl. de Ruteboeuf, II, p. 426. Propre non è, come vuole Jubinal, Properzio, ma il poeta cristiano Prospero.
[527]. Ved. Lambertus de Monte, Quid probabilius dici possit de salvatione Aristotelis Stagiritae. Col. 1487. Un tempo Tertulliano chiamava Aristotele «patriarcha haereticorum», e Lutero più tardi lo chiamava «hostis Christi!» Nella poesia francese intitolata: Enseignements d'Aristote, lo Stagirita parla di Cristo e della credenza cristiana, del tutto come cristiano. Ved. Hist. Litt. de la France, XIII p. 115-118. Cfr. Ruth, Studien über Dante Allighieri p. 258 sgg.
[528]. Dante esprime chiaramente nella Divina Comedia di non aver diretto rapporto co' greci e di conoscerli e intenderli solo per mezzo de' latini. Dinanzi a Diomede ed Ulisse (Inf. XXVI, 73 sgg.) Virgilio gli dice:
«Lascia parlare a me; ch'io ho concetto
Ciò che tu vuoi; ch'e' sarebber schivi,