[18]. Cfr. i molti luoghi d'autori che esprimono questo entusiasmo raccolti da Lasaulx, Zur Philosophie der römischen Geschichte, p. 6 sgg., ai quali però molti altri se ne potrebbero aggiungere, oltre al tono generale ed alla caratteristica tendenza di molti scrittori, quale principalmente Livio, che a chi lo paragoni coi greci (fra i quali nulla si trova di simile all'opera sua), offre il più evidente saggio di quanto siam venuti notando.
[19]. Vedine la enumerazione presso Teuffel, Gesch. d. röm. Litt., p. 27.
[20]. «Novissimum Aeneidem inchoavit, argumentum varium et multiplex, et quasi amborum Homeri carminum instar, praeterea nominibus ac rebus graecis latinisque commune, et in quo, quod maxime studebat, romanae simul urbis et Augusti origo contineretur.» Donat. Vit. Vergil. (presso Reifferscheid, Svetonii praeter Caesarum libros reliquiae, Lips. 1860) p. 59. [Notisi che in tutto il libro non citerò mai altra edizione della biografia di Virgilio attribuita a Donato che questa del Reifferscheid].
[21]. Donat. Vit. Vergil. p. 58. Serv. ad Bucol. VI, 3.
[22]. Questo era il primo soggetto e scopo dell'Eneide secondo il desiderio dello stesso Augusto, e così va intesa la notizia data da Servio «postea ab Augusto Aeneidem propositam scripsit.»
[23]. Donat. Vit. Vergil. p. 61.
[24].
«Mox tamen ardentis accingar dicere pugnas
Caesaris et nomen fama tot ferre per annos,
Tithoni prima quot abest ab origine Caesar.»