[283]. Baluz. I, 237 (Capitolar. del 789).

[284]. Cfr. I. Launoii, De scholis celebrioribus seu a Carolo Magno seu post eumdem Carolum per occidentem instauratis liber, unito all'Iter Germanicum di Mabillon, Hamburg 1717; e Baehr, De literarum studiis a Carolo Magno revocate ac schola Palatina instaurata, Heidelb. 1856. È noto che anche in questa scuola Palatina Virgilio aveva un posto d'onore, e taluni dei pseudonimi che assumevano gli accademici eran desunti da esso. Così v'era chi chiamavasi Virgilio, chi Dameta, chi Menalca etc.

[285]. «Vergilium cecinisse loquar pia munera Christi.» Proba Praef. ad Centon.; «dignare Maronem, Mutatum in melius divino agnoscere versu» dice all'imp. Onorio un grammatico, dedicandogli un centone virgiliano di argomento cristiano: v. Anth. lat. (Riese) num. 735.

[286]. «Audierunt quia Iesus transiret.» Math. XX, 30.

[287]. «Ad Maronis mausoleum, Ductus fudit super eum, Piae rorem lacrymae; Quem te, inquit, reddidissem, Si te vivum invenissem, Poetarum maxime!» Bettinelli, Risorg. d'Ital. II, p. 18; Daniel, Thes. Hymnolog. V, 266. È falso ciò che qualcuno ha asserito, che l'uso di cantare questi versi nella messa di S. Paolo esista tuttora a Mantova. — Un grazioso aneddoto della vita di S. Kadok (V sec.) esprime questo stesso sentimento di compassione cristiana per Virgilio pagano. Vita S. Cadoci ap. Kees Lives of Cambro-British Saints. Lond. 1855, p. 8; cfr. La Villemarquè. La Légende celtique. Par. 1864, p. 202 sgg.

[288]. Arnob. Adv. gentes III. 7; Cfr. Bernhardy, Grundr. d. röm. Litt. p. 92.

[289]. Veggansi i luoghi raccolti dal Piper nel suo scritto: Virgilius als Theolog und Prophet des Heidenthums in der Kirche, pubblicato nell'Evangelischer Kalender del 1862, p. 17-55.

[290]. Non mancano antiche raccolte di luoghi di scrittori pagani, greci o latini, riferiti al cristianesimo. Un MS. della bibl. di Vienna contiene: «Veterum quorundam scriptorum graecorum ethnicorum praedictiones et testimonia de Christo et christiana religione, nempe Aristotelis, Sibyllae, Platonis, Thucydidis et Sophoclis. Cfr. Oehler in Philologus XIII, 752; XV, 328.

[291]. Cfr. Verworst, Essai sur la 4e Eclogue de Virgile. Paris 1844; Freymüller, Die Messianische Weissagung in Virgils vierter Ecloge. Metten 1852. (Non ho potuto procurarmi questi due scritti); Piper, op. cit., p. 55-80; Creuzenach, Die Aeneis, die vierte Ecloge und die Pharsalia im Mittelalter. Frkf. a. Main, 1864, p. 10-14.

[292]. Constantini M. Oratio ad sanct. coel. c. 19-21. Questa interpretazione di Costantino forma il soggetto di un lavoro estremamente diffuso e non mai completato, di Rossignol, Virgile et Constantin le grand, Paris 1845. L'autore chiude la parte pubblicata del suo lavoro promettendo di provare che il discorso è opera, non di Costantino, ma di Eusebio.