[310]. Cfr. Gräfenhan, Gesch. der class. Philolog. im Alterth. I, p. 211 sgg.

[311]. Cfr. Zeller, Die Philosophie der Griechen, III, 1, p. 290 sg. 300 sgg.

[312]. Già Celso che nella polemica si serviva dell'allegoria pei miti pagani, accusava i giudei e i cristiani di abusare di questo mezzo pei miti loro; IV, 50, 51.

[313]. Cfr. Bernhardy, Grundr. d. griech. Literat. II, 1, p. 201 sg.

[314]. Epist. 108, 24-29.

[315]. Il solo dato ben positivo è questo che Fulgenzio è certamente posteriore a Marziano Capella da lui citato, il quale secondo le ricerche dell'ultimo suo editore Eyssenhardt (Lips. 1866), completate da L. Müller (Neue Jahrbb. f. Phil. u. Paedag., 1867, p. 791 sg.) deve avere scritto prima del 439. Quanto all'altro limite, più dotti lo hanno cercato quasi contemporaneamente in questi ultimi tempi, ma senza riuscire ad alcun positivo risultato. Il sig. Zink nel suo notevole lavoro su Fulgenzio (Der Mytholog Fulgentius, Würzburg 1867) porrebbe la redazione del Mythologicon fra il 480 e il 484. Il Reiffescheid servendosi dello scritto, da lui richiamato a luce, De aetatibus mundi et hominis (Rheinisches Museum f. Phil. XXIII (1868) p. 133 sg.), il quale molto probabilmente appartiene a questo stesso Fulgenzio, torna ad una antica opinione che riferiva il Mythologicon al tempo di re Hunerico (523). Intanto L. Müller (N. Jahrbb. f. Philol. u. Paedag. 1867, p. 796) fissava la data del 456. Jungmann (Quaestiones Fulgentianae, negli Acta societatis philologae Lipsiensis, ed. Frid. Ritschelius. Lipsiae 1871, T. I, p. 49 sgg.) crede Fulgenzio nato verso il 480, e il Mythologicon scritto nel 523 o 524. Per le opinioni anteriori veggasi Lersch nella sua edizione del De abstrusis sermonibus (Bonn, 1844) p. 1 sgg.

[316]. Il De Continentia trovasi pubblicato nei Mythographi latini di van Staveren (Lugd. Bat. 1742). Una edizione critica più moderna e soddisfacente non esiste. Ved. su questo scritto di Fulgenzio Gasquy, De Fabio Planciade Fulgentio Virgilii interprete in Berl. Stud. f. cl. Philol. VI (1887).

[317]. «Bucolicam Georgicamque omisimus in quibus tam mysticae sunt interstinctae rationes» etc. p. 738. «... Ergo doctrinam mediocritatem temporis excedentem omisimus, ne dum quis laudem quaerit nominis fragmen reperiat capitis.» p. 739. Nella biblioteca di Padova esiste un MS. del sec. XIV portante il titolo: Fulgentius super Bucolica et Georgica Vergili (cf. Lersch, p. 96). Ho esaminato quel MS. e mi sono facilmente convinto che il nome di Fulgenzio gli è stato applicato gratuitamente; Cfr. il mio articolo nella Revue critique, Agosto 1869, p. 136.

[318]. «Maius opus moveo, nec enim mihi sufficit una, Currite Pierides» etc.; p. 740.

[319]. «Serva istaec, quaeso, tuis Romanis quibus haec posse laudabile competit et impune subcedit. Nobis vero erit maximum si vel extremas tuas contigerit perstringere fimbrias» p. 742.