Como Virgilio consacrò uno ovo, lo quale fece mettere dentro una carrafa, e fecelo conservare ne lo castello dell'Ovo, e che lo ditto castello dovesse tanto durare quanto dura lo ovo.

Era nel tempo de Vergilio preditto, edificato uno castello dintro mari, sopra uno scoglio propinquo alla cità de Napoli, lo quale oge appare et ei chiamato castello marino o vero de mari. In de la opera del quale castello, Virgilio delettandosi, con soi arti consacrao uno ovo, lo primo che fece una gallina, lo quale ovo pose dintro una carrafa, per lo più stretto forame de la carrafa preditta, la quale carrafa la pose dintro a una cabia; [et la dicta cabia] dintro a una piccola camera, sotto lo preditto castello alogare fece. La quale camera secreta e ben rechiusa con gran sollicitudine e diligencia guardata fo, e da quello [ovo] lo ditto castello pigliò lo nomo; imperciò che al presente ei chiamato castello dell'Ovo, che primo chiamato era castello de mari, comò è ditto de sopra. E li antiqui Napolitani teneano claramente, che da lo preditto pendeano li fatti e la fortuna de lo ditto castello, e che durare devea tanto quanto l'ovo se conserva sano e salvo, e cusì ben guardato.

Como perchè Virgilio sapea operare e fare tante mirabili cose.

Onde no è da maravigliare, si lo ditto Virgilio abe tante sciencie e tante virtute, imperò che ne lo tempo de la sua iuventute, secondo se ce lege ad una antica coronica, intrò la grotta incantata del monte Barbaro, cavata ad infinito profondo, con uno suo compagno chiamato Filomeno, volendo avere chiara noticia de li ditti miracoli de la ditta grotta o profunda cava. Avea Chironte de sotto la sua testa uno libro, lo quale lo ditto Virgilio lo tolce, e con quillo si fece dottissimo et ammagistrato ne la nigromancia, e poi tornò indereto de la ditta grotta o vero cava.

Como poi la morte de Virgilio, uno medico de re Rogeri se impetrò l'ossa de lo ditto Virgilio, per le quale se credea sapere l'arte de lo ditto Virgilio.

Morto finalmente lo ditto Virgilio ne la cità de Brindisi, secundo como è ditto de sopra, che pot[ette] ave[nere] delle soe osse no è cosa da taceresi e lassaresi sub silencio. In de lo tempo de Rogeri re de Cicilia, de lo quale innanti faremo mencione, seguendo nostra materia, fo uno fisico inglese inclito, de lo preditto re, lo quale, impetra[o] littere da lo ditto re mandate a la università de Napoli, che liberamente devessero dare a lo ditto medico l'ossa de lo ditto Virgilio, le quale ossa isso donate li avea co onne altra cosa che intro la sepoltura vi fosse. A la qual littera e comandamento, la preditta università obedire non volce, temendo che, per lo rimovere delle ditte osse da la preditta cità, non incuressero in alcuna mortalità o alcuno altro danno. Et in parte obedienti foro; imperò che la ditta università de Napoli, conciò sia cosa che lo ditto fisico, una con loro, a lo sepulcro andaro, dove trovaro alcuni libri de nigromancia e de arte magica, li quali stavano in uno vasello de rame chiuso, e posto sotto lo capo de Virgilio, li quali libri lo ditto fisico sinde portò, e l'ossa lassò, chè dare no le volceno li Napolitani. Et azò che le ditte ossa furate non fussero da la ditta sepoltura de notte da lo ditto fisico, che con gran voluntà delle avere cercate le aveva, forono recolte le ditte ossa in uno sacco de coiro per la università de Napoli, e reposte forono a lo castello dell'Ovo. Le quale ossa, in quillo tempo, como una reliquia se mostravano per una grata de ferro, a qualunca vedere le voleano. De poi, ademandato lo fisico, che cosa volea e intendea fare delle ditte ossa; disse che intendea fare una coniuracione, e demendare le ditte ossa de Virgilio con coniuracione, li diceano e manifestavano tutta la arte de Virgilio, si le avesse possute avere per quaranta dì. Ma de po' che la cità de Napoli convertuta fo a la fede de Cristo, le ditte ossa frabicate forono strettamente in uno muro de lo ditto castello, dentro ad uno scringno.

De li quali libri de Virgilio, testifica santo Gervasio pontefice, dicendo: che ne lo tempo de papa Alessio[344], vidi Joanni cardinale de Napoli fare per quilli libri alcuni esperimenti e prove, le quale son tutte trovate verissime. E credesi e tenesi che lo cardinale de Spagnia, in de la notte de la nativitate de Cristo, celebrò tre messe, in tre remote parti de lo mondo, e che isso lo fece per arte de nigromancia acquistata per li libri de Virgilio, li quali in quillo tempo se guardavano dintro de lo tesoro de Roma.

Le soprascritte cose foro tutte fatte innanti la venuta de Cristo, innanti che Cristo si adorasse in Napoli. In de lo quale tempo, li citatini napolitani, secundo la costumanza de li gentili o vero pagani, faceano li sacrifici a li Dei, sopra uno monte appresso Napoli, lo quale mo ei chiamato Ara Petri, che sta poco lontano a la cità; e in quisto loco largo e piano, aveano in uso fare li sacrificii innanti la venuta de Petri apostolo; e poi, ad onore e reverencia de lo gloriosissimo apostolo preditto, vi fo edificata la ecclesia. E quisto loco ei chiamato santo Petri ad Ara[345].

XIII. ANTONIO PUCCI

(Ved. vol. II, pag. [141]).