Prisciano portò e porta il pregio della gramaticha, Tulio della rettoricha, Aristotile della logicha, Tubalchai della musicha, Tolomeo della atrologia, e Uclide della geumetria e Pittagra d'arismetricha: e ciascuno de' detti filosafi fece mirabili cose e poi molti altri per solecito istudio ne vennero in grande fama, secondo che d'alchuno faremo mençione e poi seguiremo brievemente d'alquanti vuomini vertuosi e valentri.

Vergilio fu fra gli altri di quegli che grande parte n'aprese, e spetialmente seppe ottimamente astrologia, e dirovi parte delle cose che fece mirabili per ingiengno della detta arte, e quantunche paiono a grossi huomini favole perchè iloro chuore nolle possono conprendere, abi quelle che udirai per vere e per molte picchole arrispetto dell'altre che fare si potrebbono per la detta arte.

Truovasi ch'egli fece una moscha di rame che dove la posa niuna moscha apariva mai presso a due saettate che incontanente non morissi.

Fece uno chavalo di rame che qualunche altro chavallo vivo fosse con qualunche malitia, incontanente, veduto quello, lascia ongni difetto.

Fondò una città overo chastello insù uno vuovo, e quando l'uovo si menava tutta la terra si grollava; e alcun'dicono che questo è il Chastello dell'Uovo da Napoli ch'è ancora in piede.

Fece a una città manchare il fuocho per modo che niuna persona ne potea avere sennone andasse ad acciendere alla natura d'una donna chellavea inghannato e schernito, e non ne potea dare l'uno all'altro. Chosì si vendichassero gli altri huomini delle donne!

Fece uno ponte lunghisimo tutto di marmo che nonne fu mai maestro che sapesse dire in che modo per magisterio umano potesse essere fatto.

Fecie uno giardino che nonne avea altra chiusura che di nùoli bui, e niuno ardiva d'entrarvi se dallui non fosse guidato.

Fece due doppieri che senpre ardevano e non si potevano ispegnere e niente si logoravano.

Fece una lanpana che senpre ardeva sança mettervi olio o altra cosa.