La tua pietà la mia miseria implora,
Nel tuo santo costato me nascondi,
Nelle viscere tue fa ch'io muora,
Tu che per noi di compassione abbondi
Non far ch'io sia di redenzione fuora
Condannato fra i spiriti empi ed immondi;
Solo per mia cagione, ahi core atroce!
Sei conficcato in quella dura croce.
Con li misfatti miei ti ho flagellato,
L'osceno fui che ti sporcai il bel viso,