[267]. Cfr. Wesselofsky, Le tradizioni popolari nei poemi di Antonio Pucci nell'Ateneo italiano, Ann. I.

[268]. Pubbl. dal sig. Zanella, Verona, 1858.

[269]. Trucchi, Poesie inedite di dugento autori. Prato, 1846, vol. II, p. 29.

[270]. All'ampolla del sangue miracoloso di S. Gennaro non può riferirsi quel verso dell'Orcagna morto circa il 1368, cioè prima di ogni memoria del famoso miracolo, del quale non si trova menzione prima del sec. XV; ved. Villari, Legg. e trad. che illustrano la Div. Com. in Ann. delle Univ. Tosc. VIII, p. 219. Giov. Scherillo, Di San Gennaro protettore della città di Napoli e della reliquia del suo sangue nella Strenna della scuola cattolica per l'anno 1875. Napoli, p. 147 sgg.

[271]. Che il nome di Tor de' specchi portato tuttora da una via di Roma si riferisca allo specchio maraviglioso di Virgilio è un'idea falsa di Keller, Hagen, Massmann ed altri. Gregorovius (Gesch. d. Stadt Rom. im Mittelalter, IV, p. 629) ha ragione di credere che il nome di quella via provenga dalla famiglia De Speculo o De' Specchi che ivi ebbe la sua torre. Vero è però che chi visitava Roma, avendo in mente le leggende virgiliane, poteva credere di trovare in queste la spiegazione del nome portato da quella località, e forse la Spiegelburg, presso a cui una versione tedesca del Mirabilia pone la scena del racconto virgiliano, non è realmente altra che Tor de' specchi. Cf. Massmann, Kaiserchronik, III, p. 454.

[272]. Giorg. Fabricio, Roma (1587) p. 21.

[273]. Dopochè nel XIII secolo Gregorio IX l'ebbe fatta rovesciare. Vedi Marangoni, Memorie dell'Anfiteatro romano, p. 51.

[274]. Ved. v. d. Hagen, Briefe in die Heimath, IV, p. 118. Frequente è la denominazione di Scuola di Virgilio nei documenti e disegni dell'epoca relativi al Settizonio, i cui residui furon disfatti per ordine di Sisto V; cfr. Hülsen Das Septizonium des Septimius Severius (XLVI Winkelmannsprogr.) Berlin, 1886, p. 30, Stevenson Il Settizonio Severiano in Bull. della Comm. arch. comun. di Roma 1888, p. 272. — Il nome di Scuola di Virgilio è tuttora applicato in Napoli ad una località posta in riva al mare, ove dicesi fosse un tempio della Fortuna o di Venere Euplea. Ho cercato invano esempi di questa denominazione data a quel luogo, che risalgano al medio evo. In quanto abbiamo di leggende virgiliane poste in iscritto essa non figura mai. Nel libretto popolare d'origine francese (Les faits merveilleux de Virgile), di cui parleremo fra non molto, è menzione di una scuola di negromanzia che Virgilio avrebbe fondata a Napoli, e quindi taluni hanno creduto che a ciò si riferisse quel nome. Io invece credo l'inverso, che cioè questa denominazione abbia dato luogo a quella aggiunta fatta alla leggenda nel libretto. Un pescatore napoletano stabilito presso alla Scuola di Virgilio, narrava ad un forestiero, di cui a suo luogo citeremo per esteso la relazione, che ivi Virgilio soleva dar lezione al principe Marcello; ed infatti ciò s'accorda colla Cronica di Partenope, in cui Virgilio figura come maestro di Marcello. Questo basta a spiegare quel nome, nè è d'uopo ricorrere, come qualcuno ha fatto, ad una derivazione di scuola da scoglio.

[275]. Ved. Atti della R. Accademia dei Lincei, serie 2ª, vol. III (1876) v. 96 sgg.

[276].