[297]. Son noti i desinari maravigliosi attribuiti ad Alberto Magno, che faceva pei suoi convitati apparire la primavera in pieno inverno ecc. Simili desinari improvvisati miracolosamente, insieme cogli inservienti, già l'antichità attribuiva al gran mago Pasete; Cfr. Suida, s. v. Πάσης e Friedlaender, Darst. d. Sittengeschichte Roms, I, p. 364.
[298]. È affatto estranea alla leggenda napoletana, e ciò è tanto più notevole che, oltre alla vicinanza di Cuma, il nome della Sibilla è serbato fra il popolo napoletano dalla famosa grotta.
[299]. Görres (Die teutschen Volksbücher, p. 228) confonde l'origine della leggenda colla provenienza del libretto, asserendo che questo debba essere stato scritto in Italia, il che come risulta dalle nostre osservazioni sulle fasi della leggenda in Italia, è del tutto assurdo.
[300]. Pei ragguagli bibliografici rimando al Brunet (Manuel, II, 1167 sg.) il quale descrive cinque edizioni, la meno antica delle quali non è posteriore al 1530. Una edizione fatta da Guglielmo Nyverd è stata riprodotta litograficamente ed a fac-simile in piccolo numero d'esemplari a Parigi da Techener nel 1831 e da Pinard nello stesso anno. Di queste io non possiedo che quella di Techener tirata a 30 esemplari, dalla quale desumo il testo che stampo fra i documenti in fine del presente volume. Una ristampa più recente, tirata a 100 esemplari, porta il titolo: Les faits merveilleux de Virgille, réimpression textuelle de l'édition sans date, publiée à Paris, chez Guillaume Nyverd; suivie d'une notice bibliographique par Philomneste junior. Genève, chez I. Gay et fils, éditeurs, 1867.
[301]. This boke treatethe of the lyfe of Virgilius and of his death, and many maravayles that he dyd in his lyfe tyme by witchcraft and nigromansy, thorough the help of the devylls of hell. Emprynted in the cytie of Anwarpe by me John Doesborcke, (s. d.) in-4.º got. d. 30 ff. con figg. in legno. Questo libretto, di cui un solo esemplare si conosce fu riprodotto a 60 esemplari, nel 1812 a Londra, a spese del sig. Utterson. Una ristampa ne fece il Thoms nella sua raccolta, Early english prose romances, Lond. 1828 (e 2.ª ediz. Lond. 1858) n.º 2. Di qui la traduzione tedesca di Spazier, Alt-englische Sagen und Märchen hrsg. v. William Thoms, deutsch und mit Zusätzen v. R. O. Spazier. Braunschweig, 1830, I, p. 73 sgg. Un ampio sunto di questa versione inglese dà il Wright, Narratives of sorcery and magic, Lond. 1851, I, p. 103 sgg.
[302]. Een schone Historie van Virgilius van zijn Leuen, Doot, ende van zijn wonderlijke werken, di by deede by Nigromantien, ende by dat behulpe des Duyvels. T'Amsterdam by H. S. Muller. 1552. Su questa versione, che ha per base la redazione inglese, ved. Görres Die teutschen Volksbücher p. 225 sgg. e Van den Bergh, De Nederlandsche volksromans. (Amst. 1837) p. 84 sgg. Trad. ted. con aggiunte di v. d. Hagen, Erzählungen und Märchen, I, p. 153 sgg. riprod. da Scheible, Das Kloster, II, p. 129 sgg.
[303]. Non so che si conoscano stampe antiche di questa versione tedesca che Simrock ha introdotto nella sua raccolta Die deutschen Volksbücher, Frkf. a. M. vol. VI (1847) p. 323 sgg., nè saprei dire quanto sia legittimo il titolo di «libro popolare tedesco» dato a questo rifacimento moderno che ha per base il testo olandese. Se l'illustre Simrock avesse aggiunto alla sua raccolta qualche notizia sui testi in quella contenuti, avrebbe fatto l'obbligo suo. Una versione libera di questo testo tedesco con parecchie aggiunte fu pubblicata recentemente da un anonimo come secondo volume della raccolta Mediaeval Legends col titolo The wonderful History of Virgilius the Sorcerer of Rome as told by men of High Germany together with many rimes made by Men of France and Italy now first put into the English Tongue, Printed at the Ballantyne Press and sold by David Nutt in the Strand. MDCCCXCIII.
[304]. Questa traduzione islandese fu fatta nel 1676 sul testo olandese e conservasi manoscritta a Kopenhagen; ved. Halfdan Einarsson, Hist. litt. Isl. 108. Nyerup, Dän. Volksb. p. 203. Müller, Sagabibl. III, p.484.
[305]. Du Méril, Mélanges, p. 426.
[306]. L'imperatore romano del tempo di Virgilio, secondo questo libretto, era un tal Perside che figura anche nel Mirabilia. Secondo il Roman des sept Sages Virgilio visse a' tempi di Servio; secondo un capitolo del Gesta Romanorum ei visse a' tempi di Tito, e secondo un altro capitolo dello stesso libro, sotto Dario. Hans Sachs lo pone in Brettagna a' tempi d'Arturo.