[97]. I due primi libri della Istoria di Merlino, per cura di G. Ulrich, Bologna, Romagnoli, 1884 (Scelta di curiosità letterarie, dispensa CCI), pag. 39.
[98]. L'Esopo di Francesco del Tuppo, per cura di Cesare de Lollis, alla libreria Dante in Firenze, 1886, pag. 27. Vedi anche Du Méril, Op. cit., pag. 34, e la Vita di Esopo del La Fontaine (Œuvres de J. de La Fontaine, Paris, Hachette, 1883, t. I, pag. 26-54).
[99]. El Dyalogo di Salomon e Marcolpho a cura di Ernesto Lamma, Bologna, Romagnoli, 1885 (Scelta di curiosità letterarie, dispensa CCIX). Quella stessa tendenza verso il meraviglioso che nella coscienza medioevale aveva fatto credere che i saggi dell'antichità fossero iniziati nei segreti dell'arte magica e dotati di poteri soprannaturali, andava pure rivestendo i sapienti dei caratteri particolari che la tradizione attribuiva all'indovino delle tradizioni popolari. Nel Fiore di Filosofi e di molti savi, Bologna, Romagnoli, 1865 (Scelta di Cur. Lett., dispensa LXIII) edito dal Cappelli, Socrate è così descritto: «Socrate fu grandissimo filosofo in quel tempo e fu molto laidissimo a vedere, ch'egli era piccolo malamente, ed avea il volto piloso, le nari ampie e rincagnate, la testa calva e cavata, piloso il collo e li omeri, le gambe sottili e ravvolte».
[100]. El Dyalogo, ecc., pag. XXXII.
[101]. Angelo De Gubernatis, Storia della Satira e Florilegio di satire ed epigrammi, Firenze, 1884.
[102]. F. L. Pullé, Un progenitore indiano del Bertoldo, negli Studi editi dall'Università di Padova a commemorare l'ottavo centenario della origine della Università di Bologna, Padova, 1888, vol. III.
[103]. Il Wesselofsky (Giorn. storico della lett. ital., volume VIII, pag. 275) osserva che nel ciclo delle leggende salomoniche negative che dimostrano il saggio re confuso dal suo rustico interlocutore si possono far rientrare «la leggenda abruzzese testè recata in luce dal Pitrè (Archivio, IV, 514, 515) non che il fabliau francese, avvertito dal Mussafia, di un giovane il quale profittando dei savi consigli di suo padre, cui egli salvò la vita, riesce a sciogliere le bizzarre quistioni propostegli dal re». A questo ciclo dell'indovino del volgo, del villano astuto che scioglie gli enigmi propostigli dal suo signore si ricollega pure la novella quarta del Sacchetti: «Messer Bernabò, signore di Milano, comanda a uno abate che lo chiarisca di quattro cose impossibili: di che uno mugnaio, vestitosi de' panni dello abate, per lui le chiarisce in forma che rimane abate, e l'abate rimane mugnaio»; questa novella è ripetuta nel Grand Paragon des Nouvelles di Nicolas de Troys, Paris, Franck, 1879, nov. 40ª. «D'un seigneur qui par force vouloit avoir la terre d'ung abbè, s'il ne luy donnoit responce de trois choses qu'il demandoit, laquelle il fit par le moyen de son mounier». Così pure la troviamo tra le novelline dell'Hebel in Germania, e nei Contes populaires de la Gascogne, raccolti dal Bladé, Parigi, 1886, tomo III, pag. 297. Nelle novelline popolari vediamo il villano vincere persino il diavolo nell'abilità di sciogliere enigmi; basterà che ricordiamo la novella XXVI dei Cryptadia, Contes secrets traduits du russe, Recueil de documents pour servir à l'étude des traditions populaires, Darmstadt, 1883-86, vol. I, pag. 59. Nell'Orlandino di Limermo Pitocco, Le opere Maccheroniche di Merlin Cocai, ed. cit., vol. III, parte I, cap. VIII, Marcolfo scioglie gli enigmi proposti all'abate Griffarosto; il Folengo ha trasformato l'astuto villano in cuoco dell'abate. Per altri riscontri vedi: De Castro, Op. cit., pag. 183, e V. Imbriani, La Novellaia fiorentina, Livorno, Vigo, 1877, pag. 621.
[104]. Guerrini, Op. cit., pag. 185.
[105]. Il carattere religioso della figura di Salomone, il re saggio per grazia divina, concorse a conservarne la grandiosità leggendaria: nella Rappresentazione di Salomone il Signore apparendogli in sogno, gli dice:
Io t'ho donata molta sapienza