più che mai fusse in persona raccolta,

et ancor voglio per la mia clemenza

che più degli altri abbi ricchezza molta,

onore, gloria e fama ancor ti dono.

Non potendo, per questo carattere religioso, essere intaccata la maestà della figura del re saggio per grazia divina, la tradizione popolare cercò di spiegarne la sconfitta per opera dell'indovino del volgo, accordando all'astuzia del villano un'origine comune, quantunque molto più modesta, con quella della sapienza salomonica. Vedi El Dyalogo di Salomon e Marcolfo per Ernesto Lamma, ecc., pag. 37.

[106]. Lamma, Op, cit., pag. XLV.

[107]. Novati, in Giorn. St., V, pag. 258.

[108]. Tra i molti rifacimenti a cui andò soggetta l'opera del Croce, ricorderemo i Trastulli della Villa di Camillo Scaliggeri, Venetia, 1627, in cui è narrato il viaggio della famiglia di Bertoldo alla corte del re Attabalippa, e lo Specchio ideale della Prudenza tra le pazzie, ovvero Riflessi morali sopra le ridicolose azzioni, e semplicità di Bertoldino, Firenze, 1707, del Moneti, curiosa satira del bizzarro Cortonese contro i dotti commenti degli Umanisti. Carlo Goldoni, compose un dramma giocoso per musica intitolato: Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno. Il re Alboino fa venire alla sua corte la famiglia di Bertoldo, e si innamora di Menghina, moglie di Bertoldino; questi è geloso al massimo grado, e dopo alcuni avvenimenti non molto spiritosi, la famiglia dei villani ritorna ai suoi monti e ai suoi cibi prediletti. L'unica scena che ricorda il racconto del Croce, è l'incontro di Alboino con Bertoldo, il quale parla al re con molta ruvida franchezza; qui non abbiamo più le astuzie tradizionali con cui Bertoldo inganna la regina, e il villano è persino ingannato dalla nuora.

[109]. V. Zenatti, Op. cit.; G. Rua, Intorno alle piacevoli notti dello Straparola, in Giorn. storico della Lett. It., vol. XVI; Pitrè, Archivio per le tradizioni popolari, vol. I, pag. 200.

[110]. Montaiglon et Raynaud, Op. cit., t. IV, nº XCVI.