l'acqua santa mi facio aparechiare

con la stola, e messale ed il pendente,

tutti li ordini io fo del scongiurare,

il villan manigoldo patïente

nudo, piloso, sporco de natura,

a mirarlo mi fea quasi paura[144].

Lo speziale incoraggia il villano e gli raccomanda di non lasciarsi intimorire da quanto sta per vedere, e con voce alta evoca i diavoli; questi, che erano due garzoni dello speziale col viso tinto di carbone e camuffati da diavoli, si precipitano nella stanza con grandissimo fracasso. Lo speziale finge di essere impaurito dalla loro vista e fugge in piazza come si trovava vestito, mentre il villano, nudo, lo segue esterrefatto, facendo accorrere tutta la gente all'insolito spettacolo. Per mala sorte dello speziale era stata il giorno prima scavata nella piazza una fossa, poco odorosa, nella quale egli precipita in compagnia dell'infelice villano[145]; vengono estratti entrambi in uno stato miserando e il villano, non dubitando dell'inganno, si dice dolente che lo speziale abbia corso quel pericolo per sua causa, e la settimana dopo gli manda in dono:

ovi, galline e mille altre novelle.

Questa burla dell'allegro speziale al villano ricorda molto da vicino quella che forma il soggetto della nota Maccheronea di Tifi Odasi, quantunque in quest'ultima il beffato in luogo del villano sia uno speziale, cugino dell'autore. Quantunque la Maccheronea sia giunta a noi incompleta, si può capire però dalla breve esposizione dell'argomento fatta nei primi versi che l'Odasi coi due amici Bertipaglia e Canziano, camuffatisi da diavoli, spaventano lo speziale che si spacciava per negromante e che era stato chiamato da un certo Tomeo per fare uno scongiuro e liberargli la casa dagli spiriti. Lo pseudo-negromante e tutti quelli che con lui si trovavano in casa di Tomeo, fuggono terrorizzati, abbandonando la cena succolenta a cui erano stati invitati e che, a quanto si può supporre, avrà formato la delizia degli allegri componenti della «macaronea secta.»

Et Bertapagiam cornuti in forma diabli