—Animo—riprese il sergente—una risposta qualunque.
Un soldato si alzò e mostrandogli un soldo nella palma della mano:—Lo vuole?—dimandò, e fece una cera come se quasi si vergognasse d'aver offerto così poco.
—Anche questo è qualcosa,—rispose il sergente pigliando il soldo.—C'è altro?
—Se non si tratta che d'un soldo, ce l'ho anch'io—gli rispose un altro, e gli gettò il soldo.
—Basta un soldo?—domandò un terzo.—Basta, sì.—Ne ho uno anch'io.—Io pure.—E così tutti i soldati porsero l'uno dopo l'altro il loro soldo, e il sergente, a misura che li pigliava,—bravo!—diceva a questi, e a quegli—bene,—e a quell'altro—benone.—O che bravi ragazzi!—esclamò poi quand'ebbe tutti i soldi nelle mani;—ma.... ancora una cosa.
—Che cosa?—dimandarono i soldati.
—Pane.
—Pane? Oh se non è che questo,—risposero alcuni,—ce n'è d'avanzo. E prima gli uni e poi gli altri tagliarono ciascuno una fetta del loro pan nero.
—Dove lo mettiamo?—domandò uno.