Segui un momento di silenzio.
—Signor.... mormorò una timida voce in mezzo alle file.
—Chi ha parlato?—domandò il capitano. Nessuno rispondeva—Chi ha parlato?—ripetè.
—Io—rispose un soldato.
—Che cosa volevate dire?
—Volevo dire che.... quanto a me.... (e volgeva peritosamente lo sguardo a cercare sul volto dei compagni un'espressione di assentimento) mi pare che soldo più soldo meno.... sia la stessa cosa per.... (e guardava un'altra volta i compagni) per noi..., e sarebbe meglio.... mi pare....
—Avanti.
—Qui in paese c'è dei poveri....
I compagni compresero il suo pensiero e bisbigliarono:—Sicuro.—Ben pensato.—Sarebbe meglio far così.—Ai poveri.—Sicuro.—
Il capitano lasciò quetare il bisbiglio e poi:—Sentite. Io voglio che mi diciate tutti il vostro pensiero sinceramente. Io non vorrei che qualcuno di voi rifiutasse l'offerta del municipio per compiacermi, chè mi farebbe invece un vero dispiacere. E non voglio nemmeno che i più impongano il loro desiderio ai meno. Questi denari ve li siete meritati, avete faticato, avete sofferto, avete fatto del bene, è troppo giusto che vi si dia questo po' di compenso. Consigliarvi a privarvene sarebbe un'indiscretezza, ed io me ne guardo. Anzi vi dico schiettamente che se l'accettate fate bene. Animo, siate franchi; se c'è qualcuno fra voi che abbia bisogno della sua parte di denaro me lo dica senza timore e senza vergogna come lo direbbe a un amico; io non istimerò meno chi accetta di chi rifiuta; voglio che chi ha bisogno di denaro lo dica. Animo, c'è nessuno?—