Il colonnello lo guarda e lo riguarda da capo a piedi, e poi gli rende il saluto.
E dopo un'altra guardata, sorridendo:—Come hai dormito questa notte?
—....Male!
—Ma per l'ultima volta.
—Oh sì!—risponde il giovane con un sorriso e un sospiro.
—Dunque.... trovàti i compagni?
—Trovàti; ma ho fatto un gran girare, sa! Ne ho radunati una quindicina. Non li ho potuti veder tutti, qualcuno era fuor di casa; ma l'ho lasciato detto ai parenti, e verranno lo stesso. E ne trovai quattro o cinque che non volean credere.—Ma se noi non lo conosciamo il signor colonnello! Ma come mai gli è venuta quest'idea? domandavano.—Che v'ho da dire? io rispondevo; gli è venuta perchè è un signore di cuore, ecco. E non se ne capacitavano ancora e dicevano:—Scusateci, ma l'è una cosa che non s'è mai veduta!—Lo so anch'io che non s'è mai veduta, ma la vedrete adesso. E lì a spiegare che lei era colonnello, che voleva un po' di bene a me, per bontà sua, e che io ho fatto il soldato, e che oggi debbo sposare, e che il signor padrone ha voluto farmi quest'onore di invitare alle nozze tutti i giovani dei dintorni che sono stati al servizio, perchè egli vuol bene ai soldati, e di tanto in tanto gli piace di vedersene qualcuno intorno, che gli pare di ritornare in mezzo al suo reggimento, e via discorrendo. Una volta persuasi, saltavano dalla contentezza, e non rifinivano di ringraziarmi.—Ce ne fosse uno al giorno di questi colonnelli!—dicevano. Li ho invitati per le quattro di questa sera.
—Bene;.... e ti ricordasti di dire che venissero vestiti da soldati?
—L'ho detto.