I soldati s'alzarono impetuosamente da tavola rovesciando seggiole e panche, e si slanciarono per uscire. Il Re comparve in quel punto sotto il pergolato, a cavallo, vestito da cacciatore. Rimasero tutti interdetti per un istante, e poi tutti assieme, come di concerto, ripeterono entusiasticamente:—Viva il nostro Re!

Il Re salutò e guardò intorno meravigliato.

Tutti fecero silenzio.

—Come mai tutti questi soldati?—domandò sorridendo.

Nessuno ardiva di parlare. Un soldato si fece innanzi e rispose disinvolto e vivace:

—Ecco, Maestà! Noi siamo tutti soldati in congedo; questo è il signor colonnello in ritiro che s'è messo il suo cappotto per star con noi; questi due sono gli sposi, e adesso si faceva il pranzo di nozze, e noi siamo stati invitati dal signor colonnello.—

Detto questo, egli volse intorno uno sguardo trionfante, come per dire: Vedete se lo so io come si parla coi re!

Il Re sorrise, chiese al colonnello il suo nome, guardò la villa, le bandiere, gli sposi, i soldati, e poi disse:—Bravi, mi piace di vedere i soldati allegri,... bravi;... avete fatto tutti la campagna?

—Tutti!—risposero i soldati ad una voce.

—Maestà!—gridò uno di essi, scoprendosi un braccio fino al gomito e battendo la mano sopra una cicatrice;—questa è della Cernaia!