—Questa è di Palestro, Maestà! gridò un altro segnando una cicatrice che aveva sulla fronte.

—E questo di San Martino!—gridò un terzo mostrando una mano a cui mancavano due dita.

—Bravi ragazzi!—rispose il Re con voce commossa;—qua la mano, tutti.—

I soldati gettarono un grido di gioia, e s'affollarono intorno al cavallo, e strinsero l'un dopo l'altro la mano al re; l'ultimo fu Cesare.

—Bel giovanotto!—disse il Re.—Tutte le contadine guardarono Luisa; Luisa sorrise e tremò.

—E lei, colonnello?—domandò il Re, dopo ch'ebbe stretta la mano a tutti i soldati. Il colonnello, che era rimasto fino allora in disparte, immobile come un estatico, venne innanzi colla bocca aperta e gli occhi lucenti di lagrime, e strinse la mano al Re.

—Domani mattina lei verrà a far colazione con me, a Valdieri, non è vero?—

Il colonnello non potè rispondere, fece segno di sì e guardò il Re cogli occhi spalancati.

—Maestà!—gridò un bersagliere avvicinandosi;—le domando una grazia!