Il soldato entrò e, girato attentamente lo sguardo intorno, si volse al suo ospite e gli fissò gli occhi negli occhi in aria d'interrogarlo.

—Dormirete qui,—gli disse con un sorriso il buon vecchio.

—Qui?

—Già.—

Il soldato fece un atto di sorpresa e quasi di rincrescimento.—Qui non è luogo per me, signor padrone; mi faccia dormire in un'altra camera; qui, vede, io non potrei nemmeno prender sonno, me lo creda; io sono assuefatto a dormir sulla terra; io le insudicerei tutto, qui.... Mi lasci dormire in un altro luogo.—

E queste preghiere erano profferite con un accento così umile e soave, che toccavano il cuore. Il padrone lo guardò un momento e poi, dissimulando la commozione, gli rispose che non c'era altra stanza disponibile, che bisognava ch'egli dormisse in quella.

—Mi metta a dormire in cucina.

—Ma vi pare! mettervi a dormire in cucina io che vi cederei il mio letto se non n'avessi un altro da darvi, e che per voi dormirei anche giù per le scale? E poi in cucina dorme la donna di servizio.

—Allora.... allora mi metta a dormir lì fuori.

—Dove lì fuori?