Che divino m'assale
Entusiasmo d'amor!
E il coro:
Sì, Venezia immortale,
T'abbiam tutti nel cor.
E i baccanti:
Che poeta bestiale!
Che cane di tenor!
E lì una gran risata.—La vocina di Carluccio si sentiva distintamente in mezzo a tutte l'altre, sottile, tremola, armoniosa.
Da capo:
Ma pur mentr'io ti miro
E canto e ti sorrido,
Perchè un lieve sospiro
Come di mesto amor,
E non di gioia un grido
Prorompe dal mio cor?
Il coro:
Ti guardo, ti sorrido,
Ma non ho lieto il cor.