—Cosa c'è?—domandarono gli altri.
—C'è quello che si poteva prevedere.—Tutti tacquero e si udirono distintamente i singhiozzi di Carluccio.
—Bisogna lasciar che si sfoghi,—disse uno;—ne ha bisogno, povero fanciullo, e gli farà bene.
Ripigliarono la canzone:
O madre, sul tuo seno
Vorrei chinar la testa
E sciorre al pianto il freno,
E infonder nel tuo cor
Questa dolcezza mesta
Che mi sembra dolor.
Fra verso e verso si sentiva il singhiozzare stanco e lamentoso di quel poveretto.
Lo spettacolo di Venezia, in quel punto, era incantevole.
—Zitti!—disse improvvisamente un di noi.—Tutti ammutolirono e tesero l'orecchio: il vento ci portava or sì or no un suono fioco di trombe.
—È la fanfara dei croati di Malghera!—esclamò il padovano.