—E tirati su quei calzoni se non vuoi che ti si sciupino in una settimana, e volta per diritto i bottoni del cappotto, e levati quegli orecchini che sono una ridicolezza, e non istar lì col mento sul petto che mi sembri un frate, e non guardar la gente con quel muso di minchione....
Il povero giovane andava toccandosi colle mani tremanti ora la cravatta, ora i calzoni, ora i bottoni, ora il berretto, e non riusciva a far nulla, e quanto più si affrettava e si affannava, e tanto meno sapeva o vedeva quel che si facesse. In quel momento passò là presso la vivandiera, giovane e belloccia, e si fermò, spietata! a guardare. Comparir ridicolo agli occhi d'una bella donna! Ah! è la più tormentosa delle vergogne! Il povero coscritto perdette affatto la testa; gingillò ancora un po' colle dita intorno alla cravatta e ai bottoni, e poi si sentì andar giù le braccia, e il mento gli cadde sul petto e gli occhi sulla punta dei piedi, e stette così immobile come una statua; era annichilito.
La vivandiera sorrise e se n'andò. Il caporale, guardandolo e scrollando la testa in aria di compassione sprezzante, gli andava ripetendo:—Ah marmotta!... marmotta!—
E poi, alzando tutt'ad un tratto la voce:—Bisogna svegliarsi, mio caro, e presto, chè se no vi sveglieremo noi, ve lo assicuro io, e come! Consegne e pane ed acqua, pane ed acqua e consegne, alternati, tanto per non annoiarvi. Tenetevelo bene a mente. E adesso andate al vostro letto a ripulir le vostre robe, marche!
E rinforzò il comando alzando il braccio coll'indice teso verso le finestre del dormitorio.
—Ma io....
—Silenzio!
—Io non....
—Tacete, vi dico, quando parlate coi vostri superiori; o la prigione è là; la vedete?